In attesa della riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia

In attesa della conclusione dei lavori di adeguamento strutturale, di restauro e di riallestimento in palazzo Martinengo da Barco – la storica sede della Pinacoteca Civica, chiusa al pubblico dal 2009 - si possono ammirare i dipinti più significativi della collezione della Pinacoteca al Museo di Santa Giulia e al Museo Diocesano.

Al museo di Santa Giulia l’esposizione è stata intitolata “L’ospite eccellente”. Si tratta di una ricca selezione di dipinti (cento opere) appartenenti alle raccolte della Pinacoteca e temporaneamente ospitati presso il Museo. La mostra consente di compiere un percorso virtuale attraverso la storia della pittura bresciana – o eseguita a Brescia e per Brescia da importanti artisti italiani – a cominciare dal Tardogotico e fino al pieno Settecento. Tra gli autori più significativi: Raffaello, Moretto, Romanino, Savoldo e Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto.

Tra i dipinti della mostra è possibile ammirare “San Giorgio e il drago”, opera a cui sono molto affezionata, in quanto proveniente dalla chiesa di San Giorgio, sito di “Aperti per Voi” del Touring Club Italiano, visitabile durante tutto l’anno il sabato e la domenica dalle 10 alle 18 con orario continuato grazie ai volontari TCI del patrimonio culturale (di cui faccio parte).


Anche il Museo Diocesano ospita alcune opere provenienti dalla collezione della Pinacoteca. L’esposizione, intitolata La Maniera Grande “, comprende 17 dipinti di grandi dimensioni, per lo più destinati alle chiese della città e rappresentanti della grande stagione della pittura bresciana del Cinquecento. Un percorso che dall’ultima maniera di Vincenzo Foppa conduce alle prime prove di Moretto e Romanino, fino ai risultati della maturità dei due artisti, segnati dall’incontro con i grandi del Rinascimento italiano, da Raffaello a Tiziano.
Sono esposti anche dipinti di Floriano Ferramola, Giovanni Busi detto il Cariani e Polidoro da Lanciano.
Concerto alla Chiesa di San Giorgio

Palazzo Cigola Martinoni



Il Palazzo Cigola Martinoni e uno splendido edificio risalente al XV secolo.
Il palazzo è stato oggetto dal 2007 al 2009 di ingenti restauri, fortemente voluti dal Comune e dalla Fondazione Pianura Bresciana, che tutt’ora si occupa dell’organizzazione e della promozione culturale nella bassa bresciana.
Dopo un primo periodo di splendore nel XV – quando apparteneva alla famiglia Cigola – il palazzo ha attraversato periodi di decadenza e sfacelo. Nel 1860 il Palazzo venne acquistato dal conte bergamasco Luigi Martinoni ma dal 1984 questo è di proprietà del comune di Cigole.
Il principio che ha guidato la ristrutturazione di questo splendido palazzo è stata la volontà di conservare la memoria storica del passato in ogni suo aspetto. Anche il restauro si riconosce in questo concetto di conservazione, mantenendo autentiche non solo le parti più antiche e originali ma anche quelle porzioni che nel tempo si sono stratificate.
Nel progetto, dunque, si sono rispettate tutte le fasi storiche del Palazzo, mantenendo inalterate le modifiche che ogni epoca ha apportato, fino a quelle più recenti. Tutti gli spazi sono stati conservati 

(Fonte: Itineraribrescia.it)

"Alla scoperta dei monumenti bresciani in compagnia di Angelo Canossi"
relatore Sergio Insonni
Presso il Caffé letterario di "Buonissimo", 29 Maggio, ore 18.00 - Corso Mameli 23 – Brescia
Info: 030.2808245

Incontri su Brescia alla Pace
Si concludono in Maggio gli incontri su Brescia alla Pace, iniziati a Novembre 2011

Domenica 27 maggio 2012
“La Chiesa di Santa Maria della Pace”
Relazione a cura del prof. Carissimo Ruggeri.

Le relazioni sono ad ingresso libero
DOVE: Oratorio dei Padri della Pace, Salone del Crocifisso, Via Pace n. 10
QUANDO: Ore 14,00
Per le visite guidate sarà richiesta una quota di partecipazione
Per informazioni contattare pagimat@libero.it o il 3358002080

“Manerbio nel passato”: alla scoperta della storia della cittadina bresciana.

Si tratta di un ciclo di incontri promossi dall’amministrazione comunale e nati grazie alla collaborazione del Gruppo storico archeologico di Manerbio, all’Associazione culturale Chirone e all’Istituto di studi storici locali.
La Storia locale è la protagonista di tutti gli incontri,raccontata alla luce di vicende e personaggi di Manerbio che hanno contribuito agli eventi della storia bresciana e nazionale. L’iniziativa offre ai cittadini un’occasione per conoscere meglio la storia del proprio paese e tramandare, anche ai più giovani, l'importanza dell'identità locale, aspetto storico che, sempre più, sembra smarrirsi all'interno dei volumi di storia.
Ultimo appuntamento di Giugno:
  • venerdì 8 giugno: “Marzotto e la Città Sociale”,  un importante capitolo della storia economica del paese della bassa
Ogni incontro sarà ad ingresso libero e avrà inizio alle 20.30 presso il Piccolo teatro civico “Memo Bortolozzi”.
La Passione di San Matteo a San Giuseppe

Lunedì sera, 7 Maggio, alle ore 20:00, presso la chiesa di San Giuseppe verrà eseguita la Passione secondo San Matteo di J.S.Bach. Interpreti: Coro misto e Coro di voci bianche del Conservatorio di Darfo Boario Terme, Coro Antiche Armonie di Bergamo, Heidelberger Studentenkantorei, Junge Kantorei Freiburg, Ensemble barocco Luca Marenzio.
Ingresso libero

Qualche notizia sulla Chiesa di San Giuseppe
La chiesa di San Giuseppe, situata in Via Gasparo da Salò, fu edificata dai Frati Minori Osservanti  fra il 1519 e il 1580. La facciata è settecentesca. All’interno la chiesa è divisa in tre navate. L’ampia volta a botte della navata centrale, decorata con ornati geometrici, è sorretta da otto massicce colonne e conferisce un forte senso di unità spaziale a tutto l'insieme. Ai due lati della navata centrale si trovano venti cappelle dedicate ai Santi protettori delle varie corporazioni. Al tempo dell’edificazione della chiesa, tutto il quartiere attorno all’edificio era ricco di botteghe e di commercio, le cui associazioni di categoria venivano rappresentate nella chiesa. Tra i patroni dei mestieri, c’è ad esempio S. Lucio, protettore dei casari e dei salumieri, S. Crispino patrono dei calzolai e dei pellettieri, S. Omobono patrono dei sarti. La chiesa stessa è dedicata a San Giuseppe, patrono degli artigiani.
La chiesa conserva un notevole patrimonio artistico, costituito da affreschi romanici e da dipinti di Floriano Ferramola, Ferdinando del Cairo, Antonio Gandino, Francesco e Jacopo Paglia, Camillo Rama, Pietro Avogadro e Pietro Scalvini.
Nella grande cantoria c’è il monumentale organo di Graziadio Antegnati (1581), che conserva eccezionali caratteristiche sonore. Il cinquecentesco coro ligneo è opera dello scultore clarense Clemente Zamara.
San Giuseppe può essere definita il Pantheon musicale bresciano, in quanto qui giacciono le spoglie di molte personalità distintesi in campo musicale nella storia della città. Le tre più significative sono: Costanzo Antegnati, importante componente dell'antichissima famiglia di organari bresciani (all'inizio della navata sinistra), Gasparo da Salò, che fra i primi realizzò e mise a punto il violino (il luogo di sepoltura non è noto. L’atto di morte recita solamente: Messer Gasparo di Bertolotti maestro di violini è morto e sepolto in Santo Joseffo), Benedetto Marcello, grande esponente della musica barocca italiana. Quest’ultimo, è sepolto al centro in fondo alla navata centrale, subito prima dei grandini che salgono all'altare. Morì a Brescia il 24 luglio 1739. Una targa esterna alla chiesa, posta nel marzo 1881, scolpita da Davide Lombardi su disegno del Tagliaferri e dettata dal prof.Gallia, ricorda la figura del musicista. Sbaglia però la data della morte, “17lulio”.
La tomba di Benedetto Marcello

Pomeriggio con il Touring Club Italiano



Brescia, La Notte Bianca delle Mille Miglia

(fonte articolo: Bresciatourism)

12 maggio 2012. Protagonisti: Musica, artisti di strada, musei e negozi aperti.

Esercizi commerciali aperti fino alle ore 24

Guest star ARISA

Piazza della Loggia
21.30 Festa d’apertura con la Fanfara dei Bersaglieri di Orcenico
22.00 guest star Arisa
23.30 P-Funking Band
00.00 Elodea

Piazza Vittoria 
Anticipo della Notte Bianca
19.20 Arrivo e premiazione 5° Rally 1000 Miglia Storico e 7° Memorial Nick Busseni
dalle ore 21.30 alle ore 01.00
Esposizione vetture d’epoca della Mille Miglia

Corso Zanardelli, Via Dieci Giornate (portici - fronte Teatro Grande)
dalle ore 22.00 alle ore 24.00 Grande tour degli artisti di strada

Piazza Paolo VI
22.00 Festa revival anni ‘50 - ‘60 - ‘70 dal rock acrobatico al tango.
Ballerini professionisti si esibiscono in diverse discipline di ballo, interpretando coreografie artistiche di grande suggestione.
Lo spettacolo è intervallato da momenti musicali di Dj set.

Museo Mille Miglia
dalle ore 21.00 alle ore 24.00
Visite guidate al Museo e a cura di Beatlesiani d’Italia Associati: 21.00 Apertura del Beatles Museum
e presentazione della mostra fotografica “I Beatles e L’Automobile”
21.30 Concerto dei favolosi The Beatle People & Friends
23.30 Gli Italiani cantano i Beatles
Karaoke by Rolando Giambelli

Teatro Grande di Brescia
dalle 20.00 alle 24.00
La Fondazione del Teatro Grande aderisce alla Notte Bianca della Mille Miglia con l’apertura straordinaria del Teatro Grande dalle 20.00 alle 24.00: saranno visitabili la Sala delle Statue, il Ridotto e la Sala Grande. 
Per l’occasione rimarrà aperto anche il Caffè del Teatro Grande - Berlucchi.

Museo di Santa Giulia 
Apertura straordinaria a ingresso gratuito del Museo di Santa Giulia dalle 20.00 alle 24.00 (ultimo ingresso 23.30)
Il monastero di San Salvatore-Santa Giulia e l’area archeologica del Capitolium, nel Sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, sono patrimonio mondiale dell’UNESCO.
L’Università degli Studi di Brescia
Preview Music and Art (via San Faustino 74/B)
L’Università degli Studi di Brescia, in occasione della Notte Bianca, mette in scena: 20.45 “Appuntamento al parco” Compagnia Racconti di Scena. Regia di M. Ischiale
22.00 Annie Hall in concerto

Touring Club Italiano
“Aperti per Voi” Brescia
 organizzano:

La cultura è....
Aperta per voi

Chiesa di San Giorgio
piazzetta di San Giorgio (Via Gasparo da Salò)


Ecco il terzo appuntamento di Maggio:

Sabato 12 Maggio, Ore 16.30/19.00


"Brixia Magnipotens". Brescia medievale e rinascimentale nelle miniature e nell'arte. Relatore Giuseppe Ge.

"... perchè infinite son l'opere di man di costui". L'alterne fortuna di Lattanzio Gambara, pittore bresciano. Relatore: Irene Tirloni.

"Momenti musicali". Brani di Capirola Da Milano, Galilei, Terzi, Negri Chitarra:Maurizio Lovisetti.


INGRESSO LIBERO

Alla riscoperta dell'Abbazia di Maguzzano
Il cicerone è Vittorio Messori
Domenica 13 Maggio: Visita guidata dallo scrittore Vittorio Messori all’Abbazia di Maguzzano (Lonato-Bs). A seguire passeggiata, guidata da Gabriele Lovisetto, segretario generale del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda, lungo i vicini sentieri. Partecipazione gratuita. Organizzazione a cura dell’Associazione amici dei parchi e delle riserve naturali. Informazioni c/o CTS (tel. 030/41889).
Il millenario complesso religioso dell'ex Abbazia benedettina di Maguzzano, in territorio di Lonato, racchiude secoli di storia tra razzie e ricostruzioni. Costruita su una collina da cui ammirare un pittoresco scorcio di lago, è oggi luogo di ritiro spirituale per religiosi e laici (di tutte le confessioni cristiane) e domenica potrà essere visitata con una guida d'eccezione: il professor Vittorio Messori.
Scrittore e giornalista, è in particolare conosciuto per il suoi libri «Ipotesi su Gesù» e «Varcare la soglia della sperenza», in cui presenta un'intervista fondamentale con da Giovanni Paolo II: stampato nel 1994, è stato tradotto in 53 lingue. Messori vive da tempo sul Garda e ha ricavato uno studio proprio tra le mura dell'Abbazia.
Abbazia benedettina già nel VIII secolo, fu prima incendiata dagli Ungari nel IX secolo e poi devastata dalle truppe viscontee nel 1339. Fu riedificata quasi dalle fondamenta e ornata della bella chiesa rinascimentale e nel 1553 ospitò l'illustre cardinale Reginaldo Pole (1500-58) che qui svolse un'intensa attività diplomatica per il ritorno dell'Inghilterra alla Chiesa di Roma. Soppressa da Napoleone nel 1796, passò in proprietà a privati e nel 1904 tutti i beni del convento diventarono di proprietà di alcuni monaci Cistercensi provenienti dall'Algeria, per passare poi a Don Calabria nel 1938.


Villa Fenaroli - Rezzato
Le origini di Villa Fenaroli risalgono al 1481, anno in cui la famiglia degli Avogadro, di origine veneziana, decise di fa erigere un fabbricato rurale a supporto di una grande proprietà poderale acquisita, in Rezzato, dove si era stabilita. All’inizio del 1600, il conte Scipione Avogadro, zio di Ottavio, ordinò la costruzione di una parte del corpo attuale, nota come "Palazzo Vecchio" che costituiva il nucleo centrale della tenuta. Nel 1735 iniziarono i lavori di costruzione della facciata e dell'ala est affidati, dagli Avogadro, al grande capomastro bergamasco Giovanni Battista Marchetti, proseguiti poi alla sua morte fino al 1758 dal figlio, l'abate don Antonio Marchetti. Sarà lui a dare alla Villa l’aspetto fastoso e raffinato, che ancora oggi la caratterizza, di impronta tardo-barocca, ispirata a modelli mitteleuropei e francesi, tanto da essere definita "Piccola Versailles".
Con l’acquisto da parte degli Avogadro dei terreni tra la villa e il Naviglio, furono compiute anche la risistemazione del giardino e la costruzione di un piccolo fabbricato ad ovest di questo. Nel 1840 furono aggiunte le serre in stile gotico del giardino da parte di un architetto sconosciuto, e nel 1863 fu l'architetto Emilio Alemagna ad aggiungere il muretto e i leoni frontali e il viale dei carpini, dove era ospitata la statua di un fauno.
A partire dal 1747 la villa passò ai conti Fenaroli, quando l'ultima Avogadro, la contessa Paola, la portò in dote al marito Bartolomeo Fenaroli. Tra i tanti personaggi storici che transitarono a villa Fenaroli e vi pernottarono vi furono Napoleone Bonaparte, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Zanardelli, amico della contessa Paolina Fenaroli.
Alla fine dell'Ottocento, la villa passò alla famiglia Lagorio quindi alla famiglia Lombardi che la donò all'Ospedale Civile di Brescia. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu sede della gendarmeria tedesca e di un gruppo della Guardia Nazionale Repubblicana. Nel 1947, infine, fu comprata dalla Congregazione dei Padri Scalabriniani. Dopo anni di abbandono, iniziano nel 2001 i lavori di ristrutturazione e recupero. l'ambizioso progetto, voluto dell'attuale proprietario, giunse a termine nel 2006, ridando alla villa l'unità di un capolavoro, da monumento nazionale.  Oggi la villa è un prestigioso Hotel con centro congressi.

Il Touring Club Italiano organizza per sabato 12 Maggio (dalle 9.45 alle 12.30) una visita guidata a Villa Fenaroli. Per informazioni collegarsi al sito http://www.touringclub.it/club/pg/groupevents/event/31600/RezzatoBS-Villa-Fenaroli o telefonare al N° 366.4378715






Settimana della Cultura 2012:
i luoghi della cultura bresciana


Elenco musei con ingresso gratuito
Dal 14/04/2012
Al 22/04/2012
Archivio di Stato di Brescia
Località: Brescia
Indirizzo: Via G. Galilei 42/44
Telefono: 030305204 030305204

Basilica romana di Brescia
Tipologia del luogo: Area archeologica
Località: Brescia
Indirizzo: Piazza Labus 3
Telefono: 030/290196
Castello Scaligero di Sirmione
Località: Sirmione
Indirizzo: Piazza Castello
Telefono: 030/916468


Grotte di Catullo
Tipologia del luogo: Area archeologica
Località: Sirmione
Indirizzo: Piazzale Orti Manara 4
Telefono: 030/916157 030/916114 - 030/916245

Museo Archeologico di Sirmione
Località: Sirmione
Indirizzo: Piazzale Orti Manara 4
Telefono: 030/916157 030/916114 - 030/916245

Museo nazionale della Valcamonica romana
Località: Cividate Camuno
Indirizzo: Via Roma 29
Telefono: 0364/344301

Parco Archeologico del Teatro e dell'Anfiteatro di Cividate Camuno
Area archeologica
Località: Cividate Camuno
Indirizzo: Via Tovini
Telefono: 0364/344301 - 0364/344858

Santuario di Minerva
Località: Breno
Indirizzo: Località Spinera
Telefono: 0364/344301


Villa Romana ed Antiquarium di Desenzano del Garda
Area archeologica
Località: Desenzano del Garda
Indirizzo: Via Crocefisso 22
Telefono: 030 9143547

Castello Quistini
Tra rose, storia e leggenda: dal 1° aprile a fine luglio

A Rovato, in provincia di Brescia, il Castello Quistini apre i battenti per mostrare l’antico palazzo e I bellissimi giardini.
Un itinerario intitolato “Tra rose, storia e leggenda”, che guiderà alla scoperta di uno dei primi giardini bioenergetici in Italia, a prima vista un piccolo angolo verde, la cui progettazione racchiude però studi ben precisi dell’ecodesigner Marco Nieri relativi all’influenza delle piante sul corpo; un labirinto di rose che nella sua semplicità rappresenta la storia della rosa fino ai giorni d’oggi; un hortus con una piccola collezione di piante officinali e curative; un antico frutteto che porterà alla scoperta di frutti mai sentiti prima come il biricoccolo, ibrido naturale tra susina e albicocca.
Una gita all’insegna dell’arte e della cultura passeggiando tra splendidi giardini di rose, ortensie, tulipani, profumi e aromi e scoprendo le storie e le leggende di questo antico palazzo che come ogni castello che si rispetti nasconde anche qualche piccolo mistero.
Castello Quistini è stato inoltre selezionato per partecipare al concorso “Il Parco più Bello d’Italia”, premio nazionale di parchi e giardini, giunto all’ottava edizione.
Il percorso del Castello è, inoltre, arricchito da alcuni oggetti misteriosi nascosti in natura. Figure d’animali realizzati con materiali riciclati affiorano dall’acqua del laghetto o tra i cespugli di rose e vi accompagneranno in questo magico itinerario. (fonte: Popolis)

In breve
Quando:
tutte le Domeniche e festivi
dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00
fino a fine Luglio
Dove:
Via Sopramura 3/A 25038, Rovato (Brescia), Info: tel. 3391351913


“Ottavio Amigoni 1606 – 1661”
a cura di don Giuseppe Fusari, Museo Diocesano di Brescia, via Gasparo da Salò 13.
Mostra Prorogata fino al 14-04-2012. Info: tel. 030.40233.

La mostra è dedicata a Ottavio Amigoni, importante pittore bresciano del 600, è stata curata dal direttore del Museo Giuseppe Fusari ed è stata allestita in occasione del 350° anniversario della morte del pittore, nato il 16 ottobre 1601 a Brescia e morto nella medesima città il 28 ottobre 1661.
Si tratta di un artista che nel corso del Seicento dipinge molte pale d’altare per le chiese bresciane, in località come Provezze, Cellatica, Roccafranca, Mompiano, Quinzano d’Oglio, Lovere, Chiari, Zone, Bovegno, San Zeno Naviglio e Verolanuova, dove lascia uno dei suoi capolavori: i “Misteri del Rosario” eseguiti nel 1652. Ottavio Amigoni, dopo una formazione con influssi d’arte bolognese e genovese, si avvicina alla cultura bresciana del Moretto e di Pietro da Marone, precisamente negli anni Trenta.
In seguito, lasciandosi alle spalle l’ormai superato manierismo che aveva recepito dal maestro bresciano Bernardino Gandino, compie la sua maturazione in senso barocco, e negli anni Cinquanta raggiunge un linguaggio maturo con tonalità cromatiche più fredde e chiare. La mostra propone una quarantina di opere dell’Amigoni, insieme ad altre di artisti a lui contemporanei, che ci aiutano a ripercorrere la sua carriera in quella fucina artistica che era Brescia nel corso del Seicento.
Siamo nel Secolo del passaggio tra manierismo e barocco, durante il quale influssi emiliani e soprattutto veneziani contribuivano alla formazione dei pittori chiamati a lavorare nel territorio bresciano. Giuseppe Fusari nel 2006, scrivendo la prima monografia su Ottavio Amigoni, definisce il pittore “Un piccolo e ozioso ritardatario provinciale”, in quanto la sua maturazione barocca avviene in ritardo rispetto all’ambiente che lo circondava. Infatti sul finire della carriera mostra “il suo ultimo, estenuato tentativo di allinearsi in qualche modo alla pittura del Seicento”. Malgrado tutto, l’Amigoni risulta un pittore piacevole, da non far scivolare nell’oblio della memoria, perché la storia dell’arte, specialmente quella provinciale, non è formata solo dai grandi protagonisti.
"Salita al Calvario"


Concerto a quattro mani dedicato al poeta dialettale bresciano Angelo Canossi

Charlie Cinelli, con l'amico musicista Roberto Soggetti, ha ideato e messo in scena, il concerto teatrale «Angel 1862» dedicato al grande poeta dialettale per il centocinquantesimo anniversario della nascita: Canossi infatti nacque a Brescia il 23 marzo 1862. Sarà la chiesa di San Giorgio, nell'omonima piazzetta, in città, a fare da sfondo allo spettacolo, venerdì 30, sabato 31 marzo e domenica 1 aprile (alle 21, gratuito; info e prenotazioni: 030/3749913).
Venerdì 11 maggio, sarà replicato, alle 20.45, all'Auditorium della Bcc Agro Bresciano di Ghedi, grazie all'interessamento dell'Associazione culturale La Fenice. 

Concerto teatrale, perché le poesie del Canossi saranno cantate e recitate, accompagnate da momenti solo strumentali. Rivestite di un suono che richiama il periodo storico nonché l'indole del poeta, ora melanconica, ora ironica o sognante. Il ritmo e la scansione musicale, le poesie scelte «ce li avevamo già dentro. Ci saranno gli scorci musicali più malinconici e i momenti più canzonetta», ha anticipato Cinelli, presentando il concerto con Soggetti, il presidente della Provincia Daniele Molgora, il maestro Ezio Rojatti per la Fondazione Provincia di Brescia Eventi (i due enti supportano l'appuntamento), l'assessore provinciale alla Cultura Silvia Razzi e il presidente de «La Fenice», Vittorio Damiani. 

Il vestito sonoro ai versi di Canossi lo cuciranno, con Cinelli e Soggetti, i musicisti dell'ottetto che li accompagnerà sul palcoscenico: Vincenzo Albini al violino, Claudio Minelli alla viola, Michele Tagliaferri al violoncello, Alan Cretti al contrabbasso, Marzia Tonoli al corno, Gabriele Rubino al clarinetto, Stefania Maratti al flauto e Paolo Soggetti alle percussioni. Cinelli duetterà con la cantante bresciana Ivana Gatti ne «La serenada», melodia che Canossi riportò in patria dalla Provenza. 

Quattordici brani racchiusi da una ouverture e da un concerto strumentale - che riassumerà le melodie ascoltate - composti e arrangiati da Roberto Soggetti (fonte: Giornale di Brescia)


Concerto nella Chiesa di San Giorgio
Venerdì 23 Marzo 2012, ore 21.00
Ingresso libero




"Aperti per voi", il Touring festeggia il milionesimo visitatore. Due i siti bresciani

Il Touring Club Italiano festeggia il milionesimo visitatore all’interno di uno dei 28 siti che aderiscono all’iniziativa “Aperti per Voi”.

“Aperti per Voi” nasce per volere del Touring Club Italiano nel 2005 con l’obiettivo di favorire l’apertura sistematica e continuativa di luoghi di cultura (musei, aree archeologiche, palazzi storici, chiese, etc) grazie alla collaborazione dei Volontari Touring per il Patrimonio Culturale. L’intento è quello di promuovere e diffondere la conoscenza dei beni culturali consentendo la visita di siti solitamente chiusi al pubblico o aperti con orario ridotto per mancanza di risorse. L’impegno del Touring è quello di garantirne l’apertura in modo sistematico e continuativo grazie alla presenza dei Volontari che assicurano l’accoglienza e l’attività informativa di orientamento ai visitatori, oltre al supporto alla sorveglianza dei luoghi. Nel 2010 “Aperti per voi” ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Inoltre, in occasione del raggiungimento del milionesimo visitatore anche il Presidente della Repubblica ha voluto conferire il suo Alto Patronato.

Il Touring, non si limita a tenere aperto il sito, ma si impegna a renderlo “vivo” promuovendone la conoscenza e realizzando, dove possibile, manifestazioni e iniziative ad hoc come concerti, visite guidate, mostre, incontri e letture. In tutta Italia “Aperti per voi” è sostenuto e reso possibile grazie al contributo di oltre 1000 Volontari che, grazie alla loro disponibilità, all’entusiasmo e alla passione, mettono a disposizione parte del loro tempo libero per consentire la fruizione dei luoghi.

A Brescia i Volontari sono impegnati alla chiesa di San Giorgio, edificata nella seconda metà del Duecento, rimaneggiata in periodo barocco e rimasta chiusa al pubblico dalla metà degli anni Settanta (piazzetta San Giorgio - sabato e domenica dalle 10 alle 18) e al percorso archeologico di Palazzo Martinengo, che costituisce un’occasione davvero unica per scoprire le testimonianze di ben tre millenni di storia della città (via dei Musei 30 - da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13).

Altopiano di Cariadeghe, Serle, 3 Marzo 2012


Il Monastero di San Pietro in Monte. Si erge sulla sommità dell'altopiano.

Fu fondato nel 1039 dal vescovo bresciano Olderico 1°
Aria di Primavera...

18 Marzo 2012 - Visita al Castello di Padernello con il Touring Club Italiano

Veduta aerea del castello







Immerso nel verde della Bassa Bresciana, Il castello di Padernello, fu edificato nel 1485 da Bernardino Martinengo e si erge ancora oggi a dominare l’antico borgo dei Martinengo. Recentemente sono emersi documenti che confermano l’esistenza di un nucleo più antico intorno alla fine del 1300. Fu inizialmente edificato con una funzione difensiva e fu posto a guardia del borgo di Padernello che confinava con le proprietà dei Gambara, altra famiglia antica bresciana con cui i Martinengo erano spesso in competizione. Oggi è possibile vedere altri due elementi che appartengono a questo periodo in cui il castello ebbe per lo più il ruolo di roccaforte: la torre che sovrasta il ponte levatoio e il mastio, vedetta sul territorio circostante. Pian piano però, l'edificio acquisì un carattere squisitamente residenziale. Col passare del tempo il maniero si impreziosì di elementi architettonici che lo trasformarono in residenza nobiliare, pur mantenendo nel contempo un carattere di difesa. Nel Cinquecento, sulla moda delle grandi famiglie mantovane, venne eretto un loggiato interno ad archi, mentre fu nel Settecento che il castello subì una vera e propria trasformazione da parte dell'architetto Marchetti, il quale, su richiesta dei proprietari, volle renderlo una vera e propria residenza signorile, abbellendolo con un'imponente scalinata che permetteva ai nobili di accedere direttamente al piano adibito ai loro appartamenti. Purtroppo il castello conobbe una parabola discendente nel Novecento, che culminò con il suo abbandono negli anni Sessanta da parte dei proprietari con conseguenti deterioramenti dovuti al tempo. Nel 2005 il comune è riuscito ad acquisire l'immobile, passandolo nelle mani della Fondazione del Castello di Padernello che si sta attualmente occupando dei restauri e dell'apertura del monumento al pubblico, con visite guidate, mostre e spettacoli di vario genere, contribuendo anche alla rivitalizzazione e valorizzazione dell’assai caratteristico borgo circostante.

Il mistero della Dama Bianca
Quello che attira molti turisti al castello è ciò che lo ha reso famoso in tutto il circondario: il mistero della "Dama Bianca". Questo maniero, come tanti altri, risulterebbe infatti abitato da un fantasma (!!). La cosa inusuale è che detto fantasma, quello di una adolescente, al secolo Biancamaria Martinengo, non subì una morte violenta, vittima della perversione delle passioni umane. La fanciulla infatti perì in un tragico incidente che la vide annegare nelle acque del fossato. Figlia di Gaspare Martinengo, Biancamaria era di una bellezza fuori dal comune, cosa che l'aveva resa oggetto di numerose proposte di matrimonio da parte di diversi nobili già all'età di tredici anni. Tuttavia la piccola non era interessata a queste "cose mondane", attirata com'era dalla natura circostante e dai suoi misteri. Bianca amava semplicemente la vita, che guardava con i suoi occhi di bambina e mal sopportava le angherie del suo tempo. Era di salute cagionevole, cosa che era aggravata dal dolore provato nel vivere rinchiusa nella città fortificata di Brescia. Fu così che nel novembre del 1479 suo padre, inconsapevole del destino che l'attendeva, decise di mandare sua figlia allora tredicenne a vivere nella bellissima casa-castello che il fratello Bernardino Martinengo aveva appena finito di costruire a Padernello, sperando che lì la figlia potesse riprendersi. Fu qui che in una notte di agosto del 1480 la piccola cadde nel fossato dagli spalti merlati. Si dice che il suo fantasma compaia vestito di bianco con un libro d'oro in mano nelle cui pagine è racchiuso il suo segreto. La Dama Bianca farebbe la sua apparizione una volta ogni dieci anni nella notte in cui si consumò il suo tragico destino. Il prossimo appuntamento con il fantasma è per il 2020!

Informazioni utili

INDIRIZZO: Via Cavour, 1 - Fraz. Padernello 25022 Borgo San Giacomo (BS)
COME ARRIVARE: dalle tangenziali sud o ovest di Brescia seguire le indicazioni per Quinzano d' Oglio, dopo circa 20 km, girare a destra per S. Paolo, seguire poi per Padernello.
PRENOTAZIONI: telefonare al 3664378715 o inviare una mail a: segreteria@clubtouringbrescia.it
RITROVO: ore 09.45 davanti all’entrata del castello. Fine visita: ore 12:00