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13 e 14 Aprile


Domenica 14 aprile. “La bellezza di essere Chiari”: quinta tappa clarense del progetto “La penisola del Tesoro” del TCI


Il Touring Club Italiano organizza per domenica 14 aprile a Chiari la quinta tappa degli itinerari alla scoperta del patrimonio turistico italiano nell'ambito della quattordicesima edizione del progetto nazionale “La Penisola del Tesoro” patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport.
Nello spazio virtuale  www.touringclub.it/eventi/dettaglio/13380 è proposta una sintesi del programma generale con informazioni utili per prenotare e partecipare. Inoltre è possibile scaricare: il programma dettagliato, la descrizione delle principali emergenze cittadine, l'elenco degli alberghi per chi volesse trascorrere il fine settimana in zona, l'elenco dei ristoranti che hanno aderito all'iniziativa offrendo menu al prezzo fisso di 18,00 euro.
Una vera e propria mobilitazione, promossa con gli assessorati comunali clarensi alle Attività Produttive e alle Politiche Culturali in collaborazione con enti ed associazioni locali, propone sabato 13 e domenica 14 aprile, a cornice dei percorsi guidati di visita alla città per soci TCI, svariate iniziative di interesse per evidenziare le numerose attività culturali e commerciali del nostro territorio. Collaborano alla tappa clarense del progetto "La Penisola del Tesoro": Chiari Servizi srl, Società Consortile per la promozione del centro storico clarense, Museo della Città di Chiari, Botteghe di Chiari, Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, ITCG Einaudi, Suite Òrchestra, Corpo Bandistico G.B Pedersoli, Sbandieratori e Musici Zeveto Città di Chiari, associazione culturale L'Impronta, GAM editrice Rudiano, Biblioteca Comunale Sabeo, Circolo Collezionisti di Chiari, InformaGiovani, Galleria d'Arte L'Incontro, Volontari Amici di San Rocco, Suite Òrchestra, associazione di promozione sociale EtnoPolis, Volontarie dell'Istituto Morcelliano e Protezione Civile di Chiari.
"Sabato 13 e domenica 14 aprile - ha dichiarato il Vicesindaco ing. Seneci - si accendono su Chiari riflettori di portata nazionale grazie alla vetrina di eccellenza riservata alla nostra città dai circuiti del Touring Club Italiano e della sua rinomata rivista mensile che raggiunge una tiratura di 300mila copie.
I soci TCI che hanno prenotato dal 2 al 12 aprile la visita gratuita e guidata a Chiari al Numero Verde del servizio Pronto Touring 840888802 - non sono accettate prenotazioni via mail o fax - si presenteranno domenica 14 aprile per l'accoglienza 15 minuti prima dell'orario di inizio del percorso - indicato sul modulo di prenotazione - al gazebo TCI allestito presso la sede municipale in Piazza Martiri della Libertà. Le visite si svolgono per gruppi al max di 25 persone ed hanno una durata di 2h15' ciascuna. Ogni gruppo di visitatori è dotato di un riconoscibile contrassegno colorato. Le visite, in partenza ogni quarto d'ora, si svolgono domenica 14 aprile dalle 9.30 alle 11.15 e dalle 14.00 alle 16.00. I "ciceroni" per le visite guidate sono in totale 18: 15 studenti di Quarta ed uno di Quinta dell'ITCG Einaudi, una studentessa universitaria ed una laureata in Conservazione dei Beni Culturali. Gli studenti “ciceroni”, formati e coordinati dal prof. Mino Facchetti, sono suddivisi in cinque coppie stanziali nei cinque punti salienti del percorso - presso la Sala Repossi del Municipio, in Piazza Martiri della Libertà per il Museo all'aria aperta, in Piazza Zanardelli per gli edifici monumentali, nella chiesa di Santa Maria e chiese sussidiarie, presso il Palazzo Marchetti Donegani - e cinque coppie viaggianti al seguito dei vari gruppi.
Il percorso di visita per soci TCI, guidato da studenti dell'ITCG Einaudi di Chiari, inizia dall'affresco “Le stagioni della Chiaritudine” del prof. Giovanni Repossi presso la sede municipale per proseguire nelle tappe del Museo all'aria aperta in centro, in Piazza Zanardelli con la visita al Duomo e alla Torre Civica, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, al Salone Marchettiano e alla Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi dove fanno da guida all'itinerario museale un gruppo di studentesse del corso di Didattica Museale del prof. Paolo Sacchini dell'Accademia Santa Giulia di Brescia che sosterranno come prova d'esame la visita guidata. L'accesso guidato dei soci TCI in visita alle chiese di San Faustino e Santa Maria é stato concesso dalla Parrocchia di Chiari dalle ore 12.00 alle ore 15.00 per evitare interferenze con le funzioni religiose domenicali: a presidio del duomo e di Santa Maria interviene il gruppo volontario della Protezione Civile di Chiari. Al termine della visita guidata i vari gruppi di soci TCI sono accolti dal secondo gazebo TCI, allestito presso la Fondazione Morcelli Repossi dove vengono fornite dettagliate informazioni su tutti i numerosi eventi clarensi a cornice.
Eventi collaterali a cornice della visita Touring. Negozi aperti in centro il 14 aprile: Sabato 13 aprile alle 15.30 é in programma la visita guidata "Chiari, città d'acqua" con il prof. Mino Facchetti. La visita gratuita viene effettuata per soci TCI su prenotazione anticipata ed obbligatoria al Numero Verde 840888802 del servizio Pronto Touring. L'itinerario intende dare risalto al reticolo idrico di seriole e dugali dell'impianto idrografico clarense dalla chiesa di San Rocco al ponte della Quadra Marengo lungo il decorso della roggia Castrina fino in Viale Mellini all'incrocio con Via della Battaglia.
Per iniziativa dell'assessorato alle Attività Produttive in collaborazione con il DUC Distretto Urbano del Commercio “Gustiamoci Chiari”, la Società Consortile e le Botteghe di Chiari, dodici tra ristoranti e pizzerie di Chiari aderiscono alle iniziative promozionali a cornice dell'evento “La Penisola del Tesoro” e propongono menu a prezzo fisso di 18,00 euro, anche con piatti su misura per bambini al prezzo convenzionato di 10,00 euro. Gli esercizi della ristorazione che partecipano a questa iniziativa gastronomica promozionale sono: Perbacco di Via Silvio Pellico, 11/A (solo cena) mentre pranzo e cena da Trattoria Vecchio Portico di Via Matteotti, 10, Drappo Giallo Via Zeveto, 45, DClaire di Via Barcella, 13, Leonessa di Via De Gasperi, 39, Bistrot Antica Stella di Viale Mellini, 11, La Villetta di Via Andreoli, 8, Bella Napoli di Via Brescia,1, San Marco di Via Cortezzano, 66, Martin's di Vicolo Repossi, 3, Magila Non Solo Pane di Via Ospedale Vecchio, 23 e La Fenice di Via Matteotti, 28. La promozione gastronomica comprende un primo ed un secondo a scelta, acqua, vino, dolce, caffè e coperto. Gradita la prenotazione almeno un'ora prima.
Domenica 14 aprile dalle 15.00 alle 17.00 in centro storico sul percorso del Palio delle Quadre sfilata del gruppo Sbandieratori e Musici Zeveto Città di Chiari con esibizione finale in Piazza Zanardelli.
Presso la chiesa di San Rocco domenica 14 aprile, a cura dell'associazione culturale “L'Impronta”, nel pomeriggio Reading sulla storia di Chiari e briciole di storia locale “Poesia a strappo” in collaborazione con il gruppo Volontari Amici di San Rocco. Interviene il soprano clarense Virginia Magatelli. Alle 16.30 sul sagrato della chiesa di San Rocco performance del poeta dialettale clarense Achille Platto “Scene di vita contadina”. Disponibilità dei libri vincitori del concorso Microeditoria di Qualità. In collaborazione con l'associazione di promozione sociale EtnoPolis illustrazione artistica della chiesa di San Rocco e della facciata di recente restaurata.
Al Salone Marchetti sabato 13 aprile dalle 15.00 alle 18.00 e domenica 14 aprile dalle 9.00 alle 19.00 mostra di bambole d'epoca a cura delle Volontarie dell'Istituto Morcelliano.
Presso la Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi vengono eccezionalmente esposte il rarissimo esemplare quattrocentesco a stampa del Pollaiolo "Combattimento di uomini nudi " e quindici icone del lascito Corridori. Presso la Fondazione Morcelli Repossi sono allestite la mostra di scultura “Vittorio Pelati e il suo mondo” e la mostra documentaria “Peggy, la cagnetta sapiente”.
La Società Consortile per la promozione del centro storico clarense in collaborazione con le Botteghe di Chiari organizza dalle 9.00 alle 20.00 sul percorso della circonvallazione interna il Mercatino dell'Antiquariato e dell'Hobbistica con 87 espositori attualmente iscritti e distribuiti sul ring. Negozi aperti. Al Museo della Città la Società Consortile promuove l'allestimento della mostra “Codice genetico” dell'artista clarense Sergio Dotti inaugurata alle ore 17.00 venerdì 12 aprile.
Alla Biblioteca Comunale Sabeo nel pomeriggio di domenica 14 aprile Mercatino del libro, delle occasioni e del collezionismo con il Circolo Collezionisti Città di Chiari. InformaGiovani in Piazza Zanardelli dalle 15.00 alle 18.00. Alla Galleria d'Arte “L'Incontro” di Via 26 Aprile, 38 ad ingresso libero mostra fotografica e personale dell'artista Maurizio Galimberti. Visita alla Torre Civica ad ingresso libero. In Piazza delle Erbe allestimento di un'antica stamperia con torchio a cura di GAM Editrice.
Al Museo della Città laboratori ludico-didattici per bambini dai 4 agli 8 anni sul tema “Mi travesto da…” e per ragazzi dai 9 ai 14 anni sull'arte dell'oreficeria e sulla tessitura: la partecipazione ai laboratori avviene su prenotazione obbligatoria al numero tel. 0307008202. Le Librellule, gruppo volontario di lettura della Biblioteca Comunale Sabeo, dalle 10.00 alle 11.00 e dalle 16.30 alle 17.30 interpretano il testo “Fuga da Santa Maria” per adulti da un episodio realmente accaduto a Chiari durante la Seconda Guerra Mondiale. Dalle 15.30 alle 17.00 letture animate per bambini dai 4 agli 8 anni “Ce n'è per tutti” con le Librellule.
Alle 17.00 di domenica 14 aprile in Villa Mazzotti è in programma la cerimonia ufficiale di commiato dei soci TCI in visita a Chiari con intervento delle autorità cittadine. Seguono alle 17.30 nel parco di Villa Mazzotti (in caso di maltempo al Marchettiano di Via Ospedale Vecchio) il concerto della Suite Òrchestra e alle 20.30 in Piazza Zanardelli oppure nella chiesa di Santa Maria in caso di maltempo il concerto del Corpo Bandistico G.B Pedersoli.
(Fonte: Lombardiapress)

16 Marzo 2013

Visita al Museo Lechi, Palazzo Tabarino, Montichiari (BS)

Inaugurato lo scorso 30 settembre 2012 con un grande successo di pubblico il Museo Lechi è stato visitato nella prima giornata di apertura da circa un migliaio di appassionati. Molti i commenti positivi sull'allestimento e le opere esposte: una selezione di 54 dipinti dalle storiche collezioni artistiche del conte Luigi Lechi, discendente da una famiglia di generali napoleonici e collezionisti illuminati di Brescia, donate nel 2005 al Comune di Montichiari. Il museo è stato inaugurato a due anni di distanza dalla sua scomparsa ed è destinato ad ospitare in futuro anche la raccolta del fratello, conte Piero Lechi. Le 14 sale del percorso espositivo, ricche di testi descrittivi, si concentrano su opere pittoriche dal Quattrocento di Vincenzo Foppa al Settecento con importanti esempi di scuola lombarda da Alessandro Bonvicino detto Moretto a Giacomo Ceruti detto Pitocchetto, e notevoli episodi di pittura seicentesca romana, napoletana e genovese. Tra i dipinti di Pitocchetto, presente con importanti ritratti della borghesia e dell'aristocrazia bresciana, spicca l'opera immagine del museo, la "Donna che fa la calza" capolavoro struggente di pittura della realtà che tanto ha reso celebre questo artista in tutto il mondo. Nel percorso espositivo non mancano notevoli esempi del rinascimento e del tardo barocco veneto e lombardo, tra i quali spicca l'inedito "Ritratto di un conte Martinengo" di Moretto recentemente riscoperto o la magnifica "Deposizione" di Giovan Battista Pittoni la cui importanza non è inferiore ad altri capolavori simili presenti nei musei internazionali.
La visita prosegue alla Basilica di Montichiari, dove nell’altare del SS. Sacramento è collocata “L’ultima Cena” (1542-1543), una splendida pala, opera di Girolamo da Romano, detto il Romanino. L’opera, restaurata nel 2009, racchiude tutta la poetica del pittore bresciano: l’espressionismo sanguigno dei personaggi, il tonalismo delle vesti e soprattutto il realismo lenticolare della natura morta.

Sabato 16 Marzo 2013, ore 15.15 e 15.45
Info: Segreteria@clubtouringbrescia.it
tel. 3664378715
Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto: Ritratto di Alessandro Bonometti (1728-32)
Giacomo Ceruti: Donna che fa la calza

Girolamo Romnino: Ultima Cena (1542-43)

da sabato 22 dicembre a mercoledì 9 gennaio 2013

Il polittico di Paroto viene riesposto in Duomo Vecchio dal 22 Dicembre al 9 Gennaio 2013

L'opera, acquistata dalla Fondazione CAB nel Luglio scorso a Londra, verrà riesposta in Duomo Vecchio durante il periodo delle feste natalizie.
Insieme al bellissimo polittico, i visitatori potranno ammirare la tradizionale esposizione di presepi che ogni anno viene allestita all'interno della Cattedrale (dal 17 Dicembre al 15 Gennaio).


Il polittico di Paroto arriva in Duomo vecchio
Il polittico del Maestro Paroto, acquistato lo scorso 4 Luglio dalla Fondazione Cab a Londra in un’asta di Sotheby’s, sarà esposto al pubblico in Duomo Vecchio da venerdì 19 Ottobre a domenica 11 Novembre.

Si tratta di un’opera che rappresenta un momento fondamentale nelle vicende artistiche del XV secolo nel nostro territorio ed è una delle poche cose conosciute di un maestro che è stato capostipite della dinastia dei Da Cemmo. Richiesta inutilmente in prestito nel 2002 in occasione della mostra di Vincenzo Foppa, è ritornata ora definitivamente a casa grazie alla determinazione della Fondazione Cab. Il polittico era collocato anticamente sull´altar maggiore della pieve di San Siro di Cemmo, dove rimase fino al 1852 quando fu venduto passando in diverse collezioni, prima a Milano, poi a Parigi ed infine a New York.
Nel corso di questi passaggi ha subito alcuni interventi: la superficie dipinta, che in origine era su tavola, è stata trasferita su tela, e le nove parti di cui si compone sono state racchiuse in tre cornici ottocentesche di gusto neogotico. Malgrado questi interventi, l´opera è arrivata a noi in buone condizioni. Vi sono raffigurati la Madonna con il Bambino, con il donatore inginocchiato ai suoi piedi, e i santi Stefano, Siro, Michele, Apollonia, Ludovico, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Agata; in origine, era completato da una cuspide in cui erano una «Crocifissione», oggi in collezione privata, e da altre due tavole con l´ «Angelo nunziante» e la «Vergine annunziata», delle quali si sono perse le tracce. Sul pannello centrale si poteva leggere nel XIX secolo una scritta dedicatoria in cui si affermava che era stata realizzata da Maestro Paroto su commissione, nel giorno di Pasqua del 1447, di Francesco Afro de Tervisio, arciprete della pieve di San Siro di Cemmo.

L’opera di Paroto sarà ospitata in Duomo Vecchio, grazie alla collaborazione della Parrocchia della Cattedrale e dell´ Ufficio diocesano per l´arte sacra e i beni culturali ecclesiastici. In seguito compirà un tour in Valcamonica. Dopo il ritorno a Brescia, si provvederà a trovargli una sede definitiva, probabilmente una chiesa, e, in primavera, si terrà una giornata di studi per approfondire la conoscenza di un’opera che ha ancora molto da svelare. Il Polittico verrà collocato all’inizio del presbiterio, in asse con la Rotonda, e sarà visibile fin dall’atrio d’ingresso. Grazie alla collaborazione con i volontari del Touring Club, che garantiranno la sorveglianza, sarà possibile la visita tutti i giorni, dalle 9 alle 18 (salvo durante le cerimonie liturgiche). L’ingresso è libero. (Fonte: Bresciaoggi del 16 Ottobre 2012)

Vedi anche: Il polittico e la Pieve di Cemmo http://aspassoperbrescia.blogspot.it/2012_07_01_archive.html

Dal 31 Ottobre al 31 Marzo

“Terre di confine. Una necropoli dell'età del Ferro  a Urago d'Oglio”

I lavori di realizzazione dell’autostrada Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi) hanno portato alla luce nel territorio di Urago d’Oglio una piccola necropoli protostorica del V sec. a.C. La necropoli non rappresenta l’unico ritrovamento: circa 130 siti di interesse archeologico sono stati individuati tra il 2009 e il 2011, anni in cui sono stati effettuati gli scavi per la realizzazione dell’autostrada, in una zona della media pianura lombarda attraversata da terreni agricoli finora libera da costruzioni e assai poco indagata. La necropoli rappresenta quindi solo un piccolo, ma importante passo della futura musealizzazione di tutti i reperti che sono venuti alla luce.
L’interesse della scoperta è veramente notevole: la necropoli è riconducibile alla Cultura di Golasecca, ma è ubicata oltre il confine orientale tradizionalmente definito dagli specialisti. Si trova in prossimità di un tracciato fluviale importante quale è il fiume Oglio, al centro di vivaci rotte di scambio con varie culture: il mondo etrusco-padano, l’area veneta, il mondo alpino e l’area ligure. Una commistione culturale quindi che, nel caso specifico della necropoli, si riflette anche nella composizione dei corredi, espressione dell’incontro e della mescolanza di genti diverse, e nel rituale funerario misto, a inumazione e a cremazione.
La necropoli si estendeva su un’area di 6.400 mq, a pochi metri dal fiume Oglio, in località Cascina Giardina. E’ composta da sette tombe, di cui almeno quattro erano destinate a ospitare defunti molto giovani. Lo rivelano i ninnoli e i bicchierini conservati nelle fosse, piccoli oggetti che dovevano accompagnare il morto nell’aldilà, e che hanno dimensioni adatte più a un bambino che ad un adulto. E lo rivela poi la sorprendente scoperta di una tomba dove è stato ritrovato lo scheletro di una bambina.
L'allestimento è corredato da pannelli esplicativi e da disegni che illustrano le cerimonie funerarie praticate dagli abitanti dell'insediamento protostorico di Urago e rendono evidente l'uso di alcuni oggetti rinvenuti. Nelle teche sono sistemati i materiali ritrovati nelle sette tombe della necropoli in cui si è praticato un rito funerario misto, con cinque incinerazioni e due inumazioni in fossa. I corredi sono costituiti, oltre che da ceramiche, anche da braccialetti in bronzo e fibule, che servivano a chiudere i tessuti in cui venivano conservate le ceneri di chi veniva cremato. Nel corredo della bambina inumata sono stati ritrovati anche due incisivi di castoro, probabilmente usati come gioielli. Tra gli oggetti si notano un grande boccale, che fungeva da urna cineraria ed era chiuso da una ciotola posata capovolta con la funzione di coperchio, un'olletta caratterizzata da una decorazione a unghiate, disposte in sette file, caratteristica dell'area ligure, ritrovata in una tomba, da cui provengono anche un pendaglio a secchiello e una pinzetta in bronzo, entrambi impreziositi da un'elegante decorazione a occhi di dado, e un curioso oggetto per la pulizia delle orecchie.



La mostra, inaugurata il 30 Ottobre a Santa Giulia, è a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia in collaborazione con Comune di Urago d’Oglio, BreBeMi, Associazione “Al Castellaro”, Comune di Brescia, Santa Giulia. Museo della città. La mostra è stata allestita nella sala alla fine del percorso dell'Età Romana.  Resterà aperta fino al 31 Marzo 2013








Appuntamento dal 30 Settembre a Montichiari

Il 30 settembre apre il Museo Lechi a Montichiari: arte e storia e grande collezionismo

185 opere d’arte tra dipinti disegni e stampe alle quali si aggiungono un importante servizio da tavola composto da un centinaio di delicate porcellane e una biblioteca di circa 1500 volumi di argomento storico-artistico.
Sono questi i numeri della cospicua donazione che il conte e notaio Luigi Lechi destinò al Comune di Montichiari nel maggio 2005 “come gesto istintivo di amore verso l’arte e la cultura”.


Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698 - 1767),Donna che fa la calza, 1730 ca., tela.  
La mostra inaugurale
Domenica 30 settembre ore 11.30: Inaugurazione del Museo  Lechi , Palazzo Tabarino
Il Museo Lechi apre le porte con una selezione di cinquanta dipinti scelti da uno specifico comitato scientifico composto da Francesco Frangi (Università Statale di Pavia), Alessandro Morandotti (Università Statale di Torino) e Paolo Boifava (direttore dei Musei di Montichiari), coadiuvati da un gruppo di studiosi che hanno sottoposto le opere in mostra ad un attenta ricerca storica individuando per alcune di esse nuove attribuzioni e scoperte sorprendenti circa l’antica provenienza da chiese ormai scomparse o da famiglie nobiliari estinte. Il Museo è ospitato nelle sale di Palazzo Tabarino (ex sede municipale), approntato nel corso del 2009 dopo importanti lavori di riqualificazione e di adeguamento museografico che hanno reso disponibili oltre 1500 metri quadri di superficie espositiva disposta su due piani oltre a spazi specifici per laboratori didattici, biblioteca e archivio.


La collezione di Luigi, Piero e Fausto Lechi
La scomparsa del conte Luigi Lechi nel novembre 2010 e il conseguente trasferimento a Montichiari della collezione, ufficialmente dichiarata dallo Stato di “particolare interesse storico e artistico”, ha avviato il lavoro di costituzione del museo, intitolato ai fratelli Luigi e Piero Lechi e destinato in futuro a conservare anche la collezione di quest’ultimo composta di altri 65 dipinti di alto livello artistico.
Luigi Lechi nasce a Brescia nel 1926, è secondogenito di Fausto Lechi (1892-1979) il grande storico che fu promotore, negli anni trenta del Novecento, delle prime mostre dedicate alla riscoperta della scuola pittorica bresciana, dal Quattrocento di Vincenzo Foppa all’Ottocento di Angelo Inganni passando per gli esempi di Girolamo Romanino, Alessandro Bonvicino il Moretto e Girolamo Savoldo. Per 42 anni, dal 1957 al 1999 Luigi Lechi esercita la professione notarile a Montichiari maturando un forte legame affettivo con la comunità monteclarense, un legame che certo ha avuto grande parte nella scelta della pubblica donazione
Le appassionate ricerche storico-artistiche del padre e la celebre ma travagliata storia delle collezioni di famiglia contribuiscono a indirizzare il gusto e gli interessi del giovane Luigi Lechi.
Dal 1961 iniziano così le ricerche e gli acquisti antiquari che daranno forma a una collezione che privilegia la scuola lombarda dal Cinque al Settecento con un particolare occhio di riguardo verso i protagonisti e i comprimari della cosiddetta “pittura della realtà” ricca di notazioni realistiche sulla quotidianità sociale di cui Giacomo Ceruti fu tra i maggiori interpreti oltreché ritrattista della famiglia Lechi nella prima metà del Settecento.
La collezione Lechi conserva infatti ben 7 dipinti del grande pittore di “pitocchi”, tra i quali -oltre ai ritratti di Angelo e Maria Gertrude Lechi - spicca per importanza la donna che fa la calza, vero e proprio capolavoro databile intorno al 1730 e in origine facente parte del famoso “ciclo di Padernello” realizzato dal “Pitocchetto” per una committenza aristocratica bresciana ancora misteriosa.


(fonte: Montichiari Musei)

SI PROTRAE FINO AL 1° LUGLIO LA MOSTRA "IL CASTELLO DI BRESCIA E IL MUSEO DELLE ARMI LUIGI MARZOLI" REALIZZATA DAGLI STUDENTI DEL LICEO ARTISTICO OLIVIERI



Con il patrocinio di Brescia Musei e del Comune di Brescia


In attesa della riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia

In attesa della conclusione dei lavori di adeguamento strutturale, di restauro e di riallestimento in palazzo Martinengo da Barco – la storica sede della Pinacoteca Civica, chiusa al pubblico dal 2009 - si possono ammirare i dipinti più significativi della collezione della Pinacoteca al Museo di Santa Giulia e al Museo Diocesano.

Al museo di Santa Giulia l’esposizione è stata intitolata “L’ospite eccellente”. Si tratta di una ricca selezione di dipinti (cento opere) appartenenti alle raccolte della Pinacoteca e temporaneamente ospitati presso il Museo. La mostra consente di compiere un percorso virtuale attraverso la storia della pittura bresciana – o eseguita a Brescia e per Brescia da importanti artisti italiani – a cominciare dal Tardogotico e fino al pieno Settecento. Tra gli autori più significativi: Raffaello, Moretto, Romanino, Savoldo e Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto.

Tra i dipinti della mostra è possibile ammirare “San Giorgio e il drago”, opera a cui sono molto affezionata, in quanto proveniente dalla chiesa di San Giorgio, sito di “Aperti per Voi” del Touring Club Italiano, visitabile durante tutto l’anno il sabato e la domenica dalle 10 alle 18 con orario continuato grazie ai volontari TCI del patrimonio culturale (di cui faccio parte).


Anche il Museo Diocesano ospita alcune opere provenienti dalla collezione della Pinacoteca. L’esposizione, intitolata La Maniera Grande “, comprende 17 dipinti di grandi dimensioni, per lo più destinati alle chiese della città e rappresentanti della grande stagione della pittura bresciana del Cinquecento. Un percorso che dall’ultima maniera di Vincenzo Foppa conduce alle prime prove di Moretto e Romanino, fino ai risultati della maturità dei due artisti, segnati dall’incontro con i grandi del Rinascimento italiano, da Raffaello a Tiziano.
Sono esposti anche dipinti di Floriano Ferramola, Giovanni Busi detto il Cariani e Polidoro da Lanciano.

“Ottavio Amigoni 1606 – 1661”
a cura di don Giuseppe Fusari, Museo Diocesano di Brescia, via Gasparo da Salò 13.
Mostra Prorogata fino al 14-04-2012. Info: tel. 030.40233.

La mostra è dedicata a Ottavio Amigoni, importante pittore bresciano del 600, è stata curata dal direttore del Museo Giuseppe Fusari ed è stata allestita in occasione del 350° anniversario della morte del pittore, nato il 16 ottobre 1601 a Brescia e morto nella medesima città il 28 ottobre 1661.
Si tratta di un artista che nel corso del Seicento dipinge molte pale d’altare per le chiese bresciane, in località come Provezze, Cellatica, Roccafranca, Mompiano, Quinzano d’Oglio, Lovere, Chiari, Zone, Bovegno, San Zeno Naviglio e Verolanuova, dove lascia uno dei suoi capolavori: i “Misteri del Rosario” eseguiti nel 1652. Ottavio Amigoni, dopo una formazione con influssi d’arte bolognese e genovese, si avvicina alla cultura bresciana del Moretto e di Pietro da Marone, precisamente negli anni Trenta.
In seguito, lasciandosi alle spalle l’ormai superato manierismo che aveva recepito dal maestro bresciano Bernardino Gandino, compie la sua maturazione in senso barocco, e negli anni Cinquanta raggiunge un linguaggio maturo con tonalità cromatiche più fredde e chiare. La mostra propone una quarantina di opere dell’Amigoni, insieme ad altre di artisti a lui contemporanei, che ci aiutano a ripercorrere la sua carriera in quella fucina artistica che era Brescia nel corso del Seicento.
Siamo nel Secolo del passaggio tra manierismo e barocco, durante il quale influssi emiliani e soprattutto veneziani contribuivano alla formazione dei pittori chiamati a lavorare nel territorio bresciano. Giuseppe Fusari nel 2006, scrivendo la prima monografia su Ottavio Amigoni, definisce il pittore “Un piccolo e ozioso ritardatario provinciale”, in quanto la sua maturazione barocca avviene in ritardo rispetto all’ambiente che lo circondava. Infatti sul finire della carriera mostra “il suo ultimo, estenuato tentativo di allinearsi in qualche modo alla pittura del Seicento”. Malgrado tutto, l’Amigoni risulta un pittore piacevole, da non far scivolare nell’oblio della memoria, perché la storia dell’arte, specialmente quella provinciale, non è formata solo dai grandi protagonisti.
"Salita al Calvario"