Notizie sulle attività del Touring Club Italiano sul territorio di Brescia e Provincia. Per una riscoperta e valorizzazione dell'arte e della cultura di 'casa nostra'. A cura del Club di Territorio di Brescia
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13 e 14 Aprile
Domenica 14 aprile. “La
bellezza di essere Chiari”: quinta tappa
clarense del progetto “La penisola del Tesoro” del TCI
Il Touring Club Italiano
organizza per domenica 14 aprile a Chiari la quinta tappa degli itinerari alla
scoperta del patrimonio turistico italiano nell'ambito della quattordicesima edizione del progetto
nazionale “La Penisola del Tesoro” patrocinato dal Ministero per i Beni e le
Attività Culturali ed il Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo
Sport.
Nello spazio virtuale www.touringclub.it/eventi/dettaglio/13380 è
proposta una sintesi del programma generale con informazioni utili per
prenotare e partecipare. Inoltre è possibile scaricare: il programma
dettagliato, la descrizione delle principali emergenze cittadine, l'elenco
degli alberghi per chi volesse trascorrere il fine settimana in zona, l'elenco
dei ristoranti che hanno aderito all'iniziativa offrendo menu al prezzo fisso
di 18,00 euro.
Una vera e propria
mobilitazione, promossa con gli assessorati comunali clarensi alle Attività
Produttive e alle Politiche Culturali in collaborazione con enti ed
associazioni locali, propone sabato 13 e domenica 14 aprile, a cornice dei
percorsi guidati di visita alla città per soci TCI, svariate iniziative di
interesse per evidenziare le numerose attività culturali e commerciali del
nostro territorio. Collaborano alla tappa clarense del progetto "La
Penisola del Tesoro": Chiari Servizi srl, Società Consortile per la
promozione del centro storico clarense, Museo della Città di Chiari, Botteghe
di Chiari, Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi, Accademia di
Belle Arti Santa Giulia di Brescia, ITCG Einaudi, Suite Òrchestra, Corpo
Bandistico G.B Pedersoli, Sbandieratori e Musici Zeveto Città di Chiari,
associazione culturale L'Impronta, GAM editrice Rudiano, Biblioteca Comunale
Sabeo, Circolo Collezionisti di Chiari, InformaGiovani, Galleria d'Arte
L'Incontro, Volontari Amici di San Rocco, Suite Òrchestra, associazione di promozione
sociale EtnoPolis, Volontarie dell'Istituto Morcelliano e Protezione Civile di
Chiari.
"Sabato 13 e domenica 14
aprile - ha dichiarato il Vicesindaco ing. Seneci - si accendono su Chiari
riflettori di portata nazionale grazie alla vetrina di eccellenza riservata
alla nostra città dai circuiti del Touring Club Italiano e della sua rinomata
rivista mensile che raggiunge una tiratura di 300mila copie.
I soci TCI che hanno prenotato
dal 2 al 12 aprile la visita gratuita e guidata a Chiari al Numero Verde del
servizio Pronto Touring 840888802 - non sono accettate prenotazioni via mail o
fax - si presenteranno domenica 14 aprile per l'accoglienza 15 minuti prima
dell'orario di inizio del percorso - indicato sul modulo di prenotazione - al
gazebo TCI allestito presso la sede municipale in Piazza Martiri della Libertà.
Le visite si svolgono per gruppi al max di 25 persone ed hanno una durata di
2h15' ciascuna. Ogni gruppo di visitatori è dotato di un riconoscibile
contrassegno colorato. Le visite, in partenza ogni quarto d'ora, si svolgono
domenica 14 aprile dalle 9.30 alle 11.15 e dalle 14.00 alle 16.00. I
"ciceroni" per le visite guidate sono in totale 18: 15 studenti di
Quarta ed uno di Quinta dell'ITCG Einaudi, una studentessa universitaria ed una
laureata in Conservazione dei Beni Culturali. Gli studenti “ciceroni”, formati
e coordinati dal prof. Mino Facchetti, sono suddivisi in cinque coppie
stanziali nei cinque punti salienti del percorso - presso la Sala Repossi del
Municipio, in Piazza Martiri della Libertà per il Museo all'aria aperta, in
Piazza Zanardelli per gli edifici monumentali, nella chiesa di Santa Maria e
chiese sussidiarie, presso il Palazzo Marchetti Donegani - e cinque coppie
viaggianti al seguito dei vari gruppi.
Il percorso di visita per soci
TCI, guidato da studenti dell'ITCG Einaudi di Chiari, inizia dall'affresco “Le stagioni della
Chiaritudine” del prof. Giovanni Repossi presso la sede municipale per
proseguire nelle tappe del Museo all'aria aperta in centro, in Piazza
Zanardelli con la visita al Duomo e alla
Torre Civica, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, al Salone Marchettiano e
alla Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi dove fanno da guida
all'itinerario museale un gruppo di studentesse del corso di Didattica Museale
del prof. Paolo Sacchini dell'Accademia Santa Giulia di Brescia che sosterranno
come prova d'esame la visita guidata. L'accesso guidato dei soci TCI in visita
alle chiese di San Faustino e Santa
Maria é stato concesso dalla Parrocchia di Chiari dalle ore 12.00 alle ore
15.00 per evitare interferenze con le funzioni religiose domenicali: a presidio
del duomo e di Santa Maria interviene il gruppo volontario della Protezione
Civile di Chiari. Al termine della visita guidata i vari gruppi di soci TCI
sono accolti dal secondo gazebo TCI, allestito presso la Fondazione Morcelli
Repossi dove vengono fornite dettagliate informazioni su tutti i numerosi
eventi clarensi a cornice.
Eventi
collaterali a cornice della visita Touring. Negozi aperti in centro il 14
aprile: Sabato 13 aprile alle 15.30 é in programma la visita guidata "Chiari, città
d'acqua" con il prof. Mino Facchetti. La visita gratuita viene
effettuata per soci TCI su prenotazione anticipata ed obbligatoria al Numero
Verde 840888802 del servizio Pronto Touring. L'itinerario intende dare risalto
al reticolo idrico di seriole e dugali dell'impianto idrografico clarense dalla
chiesa di San Rocco al ponte della Quadra Marengo lungo il decorso della roggia
Castrina fino in Viale Mellini all'incrocio con Via della Battaglia.
Per iniziativa dell'assessorato
alle Attività Produttive in collaborazione con il DUC Distretto Urbano del
Commercio “Gustiamoci Chiari”, la Società Consortile e le Botteghe di Chiari,
dodici tra ristoranti e pizzerie di Chiari aderiscono alle iniziative
promozionali a cornice dell'evento “La Penisola del Tesoro” e propongono menu a
prezzo fisso di 18,00 euro, anche con piatti su misura per bambini al prezzo
convenzionato di 10,00 euro. Gli esercizi della ristorazione che partecipano a
questa iniziativa gastronomica promozionale sono: Perbacco di Via Silvio
Pellico, 11/A (solo cena) mentre pranzo e cena da Trattoria Vecchio Portico di
Via Matteotti, 10, Drappo Giallo Via Zeveto, 45, DClaire di Via Barcella, 13,
Leonessa di Via De Gasperi, 39, Bistrot Antica Stella di Viale Mellini, 11, La
Villetta di Via Andreoli, 8, Bella Napoli di Via Brescia,1, San Marco di Via
Cortezzano, 66, Martin's di Vicolo Repossi, 3, Magila Non Solo Pane di Via
Ospedale Vecchio, 23 e La Fenice di Via Matteotti, 28. La promozione
gastronomica comprende un primo ed un secondo a scelta, acqua, vino, dolce,
caffè e coperto. Gradita la prenotazione almeno un'ora prima.
Domenica 14 aprile dalle 15.00
alle 17.00 in centro storico sul percorso del Palio delle Quadre sfilata del gruppo Sbandieratori e Musici Zeveto
Città di Chiari con esibizione finale in Piazza Zanardelli.
Presso la chiesa di San Rocco
domenica 14 aprile, a cura dell'associazione culturale “L'Impronta”, nel
pomeriggio Reading sulla storia di
Chiari e briciole di storia locale “Poesia a strappo” in collaborazione con
il gruppo Volontari Amici di San Rocco. Interviene il soprano clarense Virginia
Magatelli. Alle 16.30 sul sagrato della chiesa di San Rocco performance del poeta dialettale clarense
Achille Platto “Scene di vita contadina”. Disponibilità dei libri vincitori
del concorso Microeditoria di Qualità. In collaborazione con l'associazione di
promozione sociale EtnoPolis illustrazione artistica della chiesa di San Rocco
e della facciata di recente restaurata.
Al Salone Marchetti sabato 13
aprile dalle 15.00 alle 18.00 e domenica 14 aprile dalle 9.00 alle 19.00 mostra di bambole d'epoca a cura delle
Volontarie dell'Istituto Morcelliano.
Presso la Fondazione Biblioteca
Morcelli Pinacoteca Repossi vengono eccezionalmente esposte il rarissimo esemplare quattrocentesco a stampa del
Pollaiolo "Combattimento di uomini nudi " e quindici icone del
lascito Corridori. Presso la Fondazione Morcelli Repossi sono allestite la mostra di scultura “Vittorio Pelati e
il suo mondo” e la mostra documentaria
“Peggy, la cagnetta sapiente”.
La Società Consortile per la
promozione del centro storico clarense in collaborazione con le Botteghe di
Chiari organizza dalle 9.00 alle 20.00 sul percorso della circonvallazione
interna il Mercatino dell'Antiquariato e
dell'Hobbistica con 87 espositori attualmente iscritti e distribuiti sul
ring. Negozi aperti. Al Museo della Città la Società Consortile promuove
l'allestimento della mostra “Codice genetico” dell'artista clarense Sergio
Dotti inaugurata alle ore 17.00 venerdì 12 aprile.
Alla Biblioteca Comunale Sabeo
nel pomeriggio di domenica 14 aprile Mercatino
del libro, delle occasioni e del
collezionismo con il Circolo Collezionisti Città di Chiari. InformaGiovani
in Piazza Zanardelli dalle 15.00 alle 18.00. Alla Galleria d'Arte “L'Incontro”
di Via 26 Aprile, 38 ad ingresso libero mostra fotografica e personale
dell'artista Maurizio Galimberti. Visita alla Torre Civica ad ingresso libero.
In Piazza delle Erbe allestimento di un'antica stamperia con torchio a cura di GAM
Editrice.
Al Museo della Città laboratori ludico-didattici per bambini
dai 4 agli 8 anni sul tema “Mi travesto da…” e per ragazzi dai 9 ai 14 anni
sull'arte dell'oreficeria e sulla tessitura: la partecipazione ai laboratori
avviene su prenotazione obbligatoria al numero tel. 0307008202. Le Librellule,
gruppo volontario di lettura della Biblioteca Comunale Sabeo, dalle 10.00 alle
11.00 e dalle 16.30 alle 17.30 interpretano il testo “Fuga da Santa Maria” per
adulti da un episodio realmente accaduto a Chiari durante la Seconda Guerra
Mondiale. Dalle 15.30 alle 17.00 letture animate per bambini dai 4 agli 8 anni
“Ce n'è per tutti” con le Librellule.
Alle 17.00 di domenica 14
aprile in Villa Mazzotti è in programma la cerimonia
ufficiale di commiato dei soci TCI in visita a Chiari con intervento delle
autorità cittadine. Seguono alle 17.30 nel parco di Villa Mazzotti (in caso
di maltempo al Marchettiano di Via Ospedale Vecchio) il concerto della Suite Òrchestra e alle 20.30 in Piazza Zanardelli oppure
nella chiesa di Santa Maria in caso di maltempo il concerto del Corpo
Bandistico G.B Pedersoli.
(Fonte: Lombardiapress)
16 Marzo 2013
Visita al Museo Lechi, Palazzo Tabarino, Montichiari (BS)
Inaugurato lo scorso 30 settembre 2012 con un grande
successo di pubblico il Museo Lechi è stato visitato nella prima giornata di
apertura da circa un migliaio di appassionati. Molti i commenti positivi
sull'allestimento e le opere esposte: una selezione di 54 dipinti dalle
storiche collezioni artistiche del conte Luigi Lechi, discendente da una
famiglia di generali napoleonici e collezionisti illuminati di Brescia, donate
nel 2005 al Comune di Montichiari. Il museo è stato inaugurato a due anni di
distanza dalla sua scomparsa ed è destinato ad ospitare in futuro anche la
raccolta del fratello, conte Piero Lechi. Le 14 sale del percorso espositivo,
ricche di testi descrittivi, si concentrano su opere pittoriche dal
Quattrocento di Vincenzo Foppa al Settecento con importanti esempi di scuola
lombarda da Alessandro Bonvicino detto Moretto a Giacomo Ceruti detto
Pitocchetto, e notevoli episodi di pittura seicentesca romana, napoletana e
genovese. Tra i dipinti di Pitocchetto, presente con importanti ritratti della
borghesia e dell'aristocrazia bresciana, spicca l'opera immagine del museo, la
"Donna che fa la calza" capolavoro struggente di pittura della realtà
che tanto ha reso celebre questo artista in tutto il mondo. Nel percorso
espositivo non mancano notevoli esempi del rinascimento e del tardo barocco
veneto e lombardo, tra i quali spicca l'inedito "Ritratto di un conte
Martinengo" di Moretto recentemente riscoperto o la magnifica
"Deposizione" di Giovan Battista Pittoni la cui importanza non è
inferiore ad altri capolavori simili presenti nei musei internazionali.
La visita prosegue alla Basilica di Montichiari, dove
nell’altare del SS. Sacramento è collocata “L’ultima Cena” (1542-1543), una
splendida pala, opera di Girolamo da Romano, detto il Romanino. L’opera,
restaurata nel 2009, racchiude tutta la poetica del pittore bresciano:
l’espressionismo sanguigno dei personaggi, il tonalismo delle vesti e
soprattutto il realismo lenticolare della natura morta.
Sabato 16 Marzo 2013, ore 15.15 e 15.45
Info: Segreteria@clubtouringbrescia.it
Info: Segreteria@clubtouringbrescia.it
tel. 3664378715
| Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto: Ritratto di Alessandro Bonometti (1728-32) |
Giacomo Ceruti: Donna che fa la calza
|
Dal 6 al 30 Dicembre
Una mostra molto interessante allestita dalla Sezione Architettura dell'Istituto Tartaglia-Olivieri".
da sabato 22 dicembre a mercoledì 9 gennaio 2013
Il polittico di Paroto viene riesposto in Duomo Vecchio dal 22 Dicembre al 9 Gennaio 2013
L'opera, acquistata dalla Fondazione CAB nel Luglio scorso a Londra, verrà riesposta in Duomo Vecchio durante il periodo delle feste natalizie.
Insieme al bellissimo polittico, i visitatori potranno ammirare la tradizionale esposizione di presepi che ogni anno viene allestita all'interno della Cattedrale (dal 17 Dicembre al 15 Gennaio).
Il polittico di Paroto arriva in Duomo vecchio
L'opera, acquistata dalla Fondazione CAB nel Luglio scorso a Londra, verrà riesposta in Duomo Vecchio durante il periodo delle feste natalizie.Insieme al bellissimo polittico, i visitatori potranno ammirare la tradizionale esposizione di presepi che ogni anno viene allestita all'interno della Cattedrale (dal 17 Dicembre al 15 Gennaio).
Il polittico di Paroto arriva in Duomo vecchio
Il polittico del Maestro Paroto, acquistato lo scorso 4
Luglio dalla Fondazione Cab a Londra in un’asta di Sotheby’s, sarà esposto al
pubblico in Duomo Vecchio da venerdì 19 Ottobre a domenica 11 Novembre.
Si tratta di un’opera che rappresenta un momento
fondamentale nelle vicende artistiche del XV secolo nel nostro territorio ed è
una delle poche cose conosciute di un maestro che è stato capostipite della
dinastia dei Da Cemmo. Richiesta inutilmente in prestito nel 2002 in occasione
della mostra di Vincenzo Foppa, è ritornata ora definitivamente a casa grazie
alla determinazione della Fondazione Cab. Il polittico era collocato
anticamente sull´altar maggiore della pieve di San Siro di Cemmo, dove rimase
fino al 1852 quando fu venduto passando in diverse collezioni, prima a Milano,
poi a Parigi ed infine a New York.
Nel corso di questi passaggi ha subito alcuni interventi: la
superficie dipinta, che in origine era su tavola, è stata trasferita su tela, e
le nove parti di cui si compone sono state racchiuse in tre cornici
ottocentesche di gusto neogotico. Malgrado questi interventi, l´opera è arrivata
a noi in buone condizioni. Vi sono raffigurati la Madonna con il Bambino, con
il donatore inginocchiato ai suoi piedi, e i santi Stefano, Siro, Michele,
Apollonia, Ludovico, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Agata; in
origine, era completato da una cuspide in cui erano una «Crocifissione», oggi
in collezione privata, e da altre due tavole con l´ «Angelo nunziante» e la
«Vergine annunziata», delle quali si sono perse le tracce. Sul pannello
centrale si poteva leggere nel XIX secolo una scritta dedicatoria in cui si
affermava che era stata realizzata da Maestro Paroto su commissione, nel giorno
di Pasqua del 1447, di Francesco Afro de Tervisio, arciprete della pieve di San
Siro di Cemmo.
L’opera di Paroto sarà ospitata in Duomo Vecchio, grazie
alla collaborazione della Parrocchia della Cattedrale e dell´ Ufficio diocesano
per l´arte sacra e i beni culturali ecclesiastici. In seguito compirà un tour
in Valcamonica. Dopo il ritorno a Brescia, si provvederà a
trovargli una sede definitiva, probabilmente una chiesa, e, in primavera, si
terrà una giornata di studi per approfondire la conoscenza di un’opera che ha
ancora molto da svelare. Il Polittico verrà collocato all’inizio del presbiterio,
in asse con la Rotonda, e sarà visibile fin dall’atrio d’ingresso. Grazie alla
collaborazione con i volontari del Touring Club, che garantiranno la
sorveglianza, sarà possibile la visita tutti i giorni, dalle 9 alle 18 (salvo
durante le cerimonie liturgiche). L’ingresso è libero. (Fonte: Bresciaoggi del 16 Ottobre 2012)
Vedi anche: Il polittico e la Pieve di Cemmo http://aspassoperbrescia.blogspot.it/2012_07_01_archive.html
Vedi anche: Il polittico e la Pieve di Cemmo http://aspassoperbrescia.blogspot.it/2012_07_01_archive.html
Dal 31 Ottobre al 31 Marzo
“Terre di confine. Una necropoli dell'età del
Ferro a Urago d'Oglio”
I lavori di realizzazione dell’autostrada
Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi) hanno portato alla luce nel territorio di
Urago d’Oglio una piccola necropoli protostorica del V sec. a.C. La necropoli
non rappresenta l’unico ritrovamento: circa 130 siti di interesse archeologico
sono stati individuati tra il 2009 e il 2011, anni in cui sono stati effettuati
gli scavi per la realizzazione dell’autostrada, in una zona della media pianura
lombarda attraversata da terreni agricoli finora libera da costruzioni e assai
poco indagata. La necropoli rappresenta quindi solo un piccolo, ma importante
passo della futura musealizzazione di tutti i reperti che sono venuti alla
luce.
L’interesse della scoperta è veramente notevole: la necropoli
è riconducibile alla Cultura di Golasecca, ma è ubicata oltre il confine
orientale tradizionalmente definito dagli specialisti. Si trova in prossimità
di un tracciato fluviale importante quale è il fiume Oglio, al centro di vivaci
rotte di scambio con varie culture: il mondo etrusco-padano, l’area veneta, il
mondo alpino e l’area ligure. Una commistione culturale quindi che, nel caso
specifico della necropoli, si riflette anche nella composizione dei corredi,
espressione dell’incontro e della mescolanza di genti diverse, e nel rituale
funerario misto, a inumazione e a cremazione.
La necropoli si estendeva su un’area di 6.400 mq, a pochi
metri dal fiume Oglio, in località Cascina Giardina. E’ composta
da sette tombe, di cui almeno quattro erano
destinate a ospitare defunti molto giovani. Lo rivelano i ninnoli e i
bicchierini conservati nelle fosse, piccoli oggetti che dovevano accompagnare
il morto nell’aldilà, e che hanno dimensioni adatte più a un bambino che ad un
adulto. E lo rivela poi la sorprendente scoperta di una tomba dove è stato ritrovato
lo scheletro di una bambina.
L'allestimento è corredato da
pannelli esplicativi e da disegni che illustrano le cerimonie funerarie
praticate dagli abitanti dell'insediamento protostorico di Urago e rendono
evidente l'uso di alcuni oggetti rinvenuti. Nelle teche sono sistemati i
materiali ritrovati nelle sette tombe della necropoli in cui si è praticato un
rito funerario misto, con cinque incinerazioni e due inumazioni in fossa. I
corredi sono costituiti, oltre che da ceramiche, anche da braccialetti in bronzo e
fibule, che servivano a chiudere i tessuti in cui venivano conservate le ceneri
di chi veniva cremato. Nel corredo della bambina inumata sono stati ritrovati
anche due incisivi di castoro, probabilmente usati come gioielli. Tra gli oggetti si notano un
grande boccale, che fungeva da urna cineraria ed era chiuso da una ciotola
posata capovolta con la funzione di coperchio, un'olletta caratterizzata da una
decorazione a unghiate, disposte in sette file, caratteristica dell'area ligure,
ritrovata in una tomba, da cui provengono anche un pendaglio a secchiello e una
pinzetta in bronzo, entrambi impreziositi da un'elegante decorazione a occhi di
dado, e un curioso oggetto per la pulizia delle orecchie.
La mostra, inaugurata il 30 Ottobre a Santa Giulia, è a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia in collaborazione con Comune di Urago d’Oglio, BreBeMi, Associazione “Al Castellaro”, Comune di Brescia, Santa Giulia. Museo della città. La mostra è stata allestita nella sala alla fine del percorso dell'Età Romana. Resterà aperta fino al 31 Marzo 2013
Appuntamento dal 30 Settembre a Montichiari
Il 30 settembre apre il Museo Lechi a Montichiari: arte e storia e grande collezionismo
185 opere d’arte tra dipinti disegni e
stampe alle quali si aggiungono un importante servizio da tavola composto da un
centinaio di delicate porcellane e una biblioteca di circa 1500 volumi di
argomento storico-artistico.
Sono questi i
numeri della cospicua donazione che il conte e notaio Luigi Lechi destinò al
Comune di Montichiari nel maggio 2005 “come gesto istintivo di amore verso
l’arte e la cultura”.
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| Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698 - 1767),Donna che fa la calza, 1730 ca., tela. |
La mostra inaugurale
Domenica 30 settembre ore 11.30: Inaugurazione del Museo Lechi , Palazzo Tabarino
Il Museo Lechi apre le porte con una selezione di cinquanta dipinti scelti da uno specifico comitato scientifico composto da Francesco Frangi (Università Statale di Pavia), Alessandro Morandotti (Università Statale di Torino) e Paolo Boifava (direttore dei Musei di Montichiari), coadiuvati da un gruppo di studiosi che hanno sottoposto le opere in mostra ad un attenta ricerca storica individuando per alcune di esse nuove attribuzioni e scoperte sorprendenti circa l’antica provenienza da chiese ormai scomparse o da famiglie nobiliari estinte. Il Museo è ospitato nelle sale di Palazzo Tabarino (ex sede municipale), approntato nel corso del 2009 dopo importanti lavori di riqualificazione e di adeguamento museografico che hanno reso disponibili oltre 1500 metri quadri di superficie espositiva disposta su due piani oltre a spazi specifici per laboratori didattici, biblioteca e archivio.
Domenica 30 settembre ore 11.30: Inaugurazione del Museo Lechi , Palazzo Tabarino
Il Museo Lechi apre le porte con una selezione di cinquanta dipinti scelti da uno specifico comitato scientifico composto da Francesco Frangi (Università Statale di Pavia), Alessandro Morandotti (Università Statale di Torino) e Paolo Boifava (direttore dei Musei di Montichiari), coadiuvati da un gruppo di studiosi che hanno sottoposto le opere in mostra ad un attenta ricerca storica individuando per alcune di esse nuove attribuzioni e scoperte sorprendenti circa l’antica provenienza da chiese ormai scomparse o da famiglie nobiliari estinte. Il Museo è ospitato nelle sale di Palazzo Tabarino (ex sede municipale), approntato nel corso del 2009 dopo importanti lavori di riqualificazione e di adeguamento museografico che hanno reso disponibili oltre 1500 metri quadri di superficie espositiva disposta su due piani oltre a spazi specifici per laboratori didattici, biblioteca e archivio.
La collezione di Luigi, Piero e Fausto Lechi
La scomparsa del conte Luigi Lechi nel novembre 2010 e il conseguente trasferimento a Montichiari della collezione, ufficialmente dichiarata dallo Stato di “particolare interesse storico e artistico”, ha avviato il lavoro di costituzione del museo, intitolato ai fratelli Luigi e Piero Lechi e destinato in futuro a conservare anche la collezione di quest’ultimo composta di altri 65 dipinti di alto livello artistico.
Luigi Lechi nasce a Brescia nel 1926, è secondogenito di Fausto Lechi (1892-1979) il grande storico che fu promotore, negli anni trenta del Novecento, delle prime mostre dedicate alla riscoperta della scuola pittorica bresciana, dal Quattrocento di Vincenzo Foppa all’Ottocento di Angelo Inganni passando per gli esempi di Girolamo Romanino, Alessandro Bonvicino il Moretto e Girolamo Savoldo. Per 42 anni, dal 1957 al 1999 Luigi Lechi esercita la professione notarile a Montichiari maturando un forte legame affettivo con la comunità monteclarense, un legame che certo ha avuto grande parte nella scelta della pubblica donazione
Le appassionate ricerche storico-artistiche del padre e la celebre ma travagliata storia delle collezioni di famiglia contribuiscono a indirizzare il gusto e gli interessi del giovane Luigi Lechi.
Dal 1961 iniziano così le ricerche e gli acquisti antiquari che daranno forma a una collezione che privilegia la scuola lombarda dal Cinque al Settecento con un particolare occhio di riguardo verso i protagonisti e i comprimari della cosiddetta “pittura della realtà” ricca di notazioni realistiche sulla quotidianità sociale di cui Giacomo Ceruti fu tra i maggiori interpreti oltreché ritrattista della famiglia Lechi nella prima metà del Settecento.
La collezione Lechi conserva infatti ben 7 dipinti del grande pittore di “pitocchi”, tra i quali -oltre ai ritratti di Angelo e Maria Gertrude Lechi - spicca per importanza la donna che fa la calza, vero e proprio capolavoro databile intorno al 1730 e in origine facente parte del famoso “ciclo di Padernello” realizzato dal “Pitocchetto” per una committenza aristocratica bresciana ancora misteriosa.
(fonte: Montichiari Musei)
In attesa della riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia
In attesa della conclusione
dei lavori di adeguamento strutturale, di restauro e di riallestimento in
palazzo Martinengo da Barco – la storica sede della Pinacoteca Civica, chiusa
al pubblico dal 2009 - si possono ammirare i dipinti più significativi della collezione
della Pinacoteca al Museo di Santa
Giulia e al Museo Diocesano.
Al museo di Santa Giulia
l’esposizione è stata intitolata “L’ospite
eccellente”. Si tratta di una ricca selezione di dipinti (cento opere) appartenenti
alle raccolte della Pinacoteca e temporaneamente ospitati presso il Museo. La
mostra consente di compiere un percorso virtuale attraverso la storia della
pittura bresciana – o eseguita a Brescia e per Brescia da importanti artisti
italiani – a cominciare dal Tardogotico e fino al pieno Settecento. Tra gli
autori più significativi: Raffaello, Moretto, Romanino, Savoldo e Giacomo
Ceruti detto il Pitocchetto.
Tra i dipinti della mostra
è possibile ammirare “San Giorgio e il
drago”, opera a cui sono molto affezionata, in quanto proveniente dalla
chiesa di San Giorgio, sito di “Aperti per Voi” del Touring Club Italiano, visitabile
durante tutto l’anno il sabato e la domenica dalle 10 alle 18 con orario
continuato grazie ai volontari TCI del patrimonio culturale (di cui faccio
parte).
Anche il Museo Diocesano ospita
alcune opere provenienti dalla collezione della Pinacoteca. L’esposizione,
intitolata “La Maniera Grande “, comprende 17 dipinti
di grandi dimensioni, per lo più destinati alle chiese della città e
rappresentanti della grande stagione della pittura bresciana del Cinquecento.
Un percorso che dall’ultima maniera di Vincenzo Foppa conduce alle prime prove
di Moretto e Romanino, fino ai risultati della maturità dei due artisti,
segnati dall’incontro con i grandi del Rinascimento italiano, da Raffaello a
Tiziano.
Sono esposti anche dipinti di Floriano
Ferramola, Giovanni Busi detto il Cariani e Polidoro da Lanciano.
“Ottavio Amigoni 1606 – 1661”
a cura di don
Giuseppe Fusari, Museo Diocesano di Brescia, via Gasparo da Salò 13.
Mostra Prorogata fino al
14-04-2012. Info: tel. 030.40233.
La mostra è
dedicata a Ottavio Amigoni, importante pittore bresciano del 600, è stata curata
dal direttore del Museo Giuseppe Fusari ed è stata allestita in occasione del
350° anniversario della morte del pittore, nato il 16 ottobre 1601 a Brescia e
morto nella medesima città il 28 ottobre 1661.
Si tratta di un
artista che nel corso del Seicento dipinge molte pale d’altare per le chiese
bresciane, in località come Provezze, Cellatica, Roccafranca, Mompiano,
Quinzano d’Oglio, Lovere, Chiari, Zone, Bovegno, San Zeno Naviglio e
Verolanuova, dove lascia uno dei suoi capolavori: i “Misteri del Rosario”
eseguiti nel 1652. Ottavio Amigoni, dopo una formazione con influssi d’arte
bolognese e genovese, si avvicina alla cultura bresciana del Moretto e di
Pietro da Marone, precisamente negli anni Trenta.
In seguito,
lasciandosi alle spalle l’ormai superato manierismo che aveva recepito dal
maestro bresciano Bernardino Gandino, compie la sua maturazione in senso
barocco, e negli anni Cinquanta raggiunge un linguaggio maturo con tonalità
cromatiche più fredde e chiare. La mostra propone una quarantina di opere
dell’Amigoni, insieme ad altre di artisti a lui contemporanei, che ci aiutano a
ripercorrere la sua carriera in quella fucina artistica che era Brescia nel
corso del Seicento.
Siamo nel Secolo
del passaggio tra manierismo e barocco, durante il quale influssi emiliani e
soprattutto veneziani contribuivano alla formazione dei pittori chiamati a
lavorare nel territorio bresciano. Giuseppe Fusari nel 2006, scrivendo la prima
monografia su Ottavio Amigoni, definisce il pittore “Un piccolo e ozioso
ritardatario provinciale”, in quanto la sua maturazione barocca avviene in
ritardo rispetto all’ambiente che lo circondava. Infatti sul finire della
carriera mostra “il suo ultimo, estenuato tentativo di allinearsi in qualche
modo alla pittura del Seicento”. Malgrado tutto, l’Amigoni risulta un pittore
piacevole, da non far scivolare nell’oblio della memoria, perché la storia
dell’arte, specialmente quella provinciale, non è formata solo dai grandi
protagonisti.
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| "Salita al Calvario" |
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