16 Marzo 2013

Visita al Museo Lechi, Palazzo Tabarino, Montichiari (BS)

Inaugurato lo scorso 30 settembre 2012 con un grande successo di pubblico il Museo Lechi è stato visitato nella prima giornata di apertura da circa un migliaio di appassionati. Molti i commenti positivi sull'allestimento e le opere esposte: una selezione di 54 dipinti dalle storiche collezioni artistiche del conte Luigi Lechi, discendente da una famiglia di generali napoleonici e collezionisti illuminati di Brescia, donate nel 2005 al Comune di Montichiari. Il museo è stato inaugurato a due anni di distanza dalla sua scomparsa ed è destinato ad ospitare in futuro anche la raccolta del fratello, conte Piero Lechi. Le 14 sale del percorso espositivo, ricche di testi descrittivi, si concentrano su opere pittoriche dal Quattrocento di Vincenzo Foppa al Settecento con importanti esempi di scuola lombarda da Alessandro Bonvicino detto Moretto a Giacomo Ceruti detto Pitocchetto, e notevoli episodi di pittura seicentesca romana, napoletana e genovese. Tra i dipinti di Pitocchetto, presente con importanti ritratti della borghesia e dell'aristocrazia bresciana, spicca l'opera immagine del museo, la "Donna che fa la calza" capolavoro struggente di pittura della realtà che tanto ha reso celebre questo artista in tutto il mondo. Nel percorso espositivo non mancano notevoli esempi del rinascimento e del tardo barocco veneto e lombardo, tra i quali spicca l'inedito "Ritratto di un conte Martinengo" di Moretto recentemente riscoperto o la magnifica "Deposizione" di Giovan Battista Pittoni la cui importanza non è inferiore ad altri capolavori simili presenti nei musei internazionali.
La visita prosegue alla Basilica di Montichiari, dove nell’altare del SS. Sacramento è collocata “L’ultima Cena” (1542-1543), una splendida pala, opera di Girolamo da Romano, detto il Romanino. L’opera, restaurata nel 2009, racchiude tutta la poetica del pittore bresciano: l’espressionismo sanguigno dei personaggi, il tonalismo delle vesti e soprattutto il realismo lenticolare della natura morta.

Sabato 16 Marzo 2013, ore 15.15 e 15.45
Info: Segreteria@clubtouringbrescia.it
tel. 3664378715
Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto: Ritratto di Alessandro Bonometti (1728-32)
Giacomo Ceruti: Donna che fa la calza

Girolamo Romnino: Ultima Cena (1542-43)

Overview...

A proposito di Touring Club Italiano…

Il Touring Club Italiano è un’associazione privata, no profit, che persegue obiettivi di interesse pubblico, a favore dell’Italia e dei cittadini. Nata nel 1894, ha il merito di aver “inventato” il turismo in Italia e di aver fatto dell’Italia dei primi anni del’900 un Paese reale, vicino e accessibile. Opera per valorizzare il patrimonio artistico, culturale e ambientale del nostro Paese, adoperandosi per un corretto godimento dello stesso. Sviluppa e promuove il viaggio come mezzo di crescita culturale. Agevola i Soci nella pratica di un turismo di qualità attraverso informazioni, servizi e prodotti turistici a loro dedicati. Si pone infine come interlocutore autorevole delle Istituzioni e collabora con esse nel raggiungimento di obiettivi comuni. Con la sua associazione, IL TCI accompagna la società italiana da 119 anni e da un paio d'anni ha scelto di attivarsi per un più forte radicamento sul territorio attraverso lo sviluppo dei Club di Territorio che alimentano il desiderio dei soci di partecipare in modo attivo alla vita dell’associazione, contribuendo ad organizzare iniziative, dibattiti e manifestazioni nel proprio territorio.



AAA Volontari per il patrimonio culturale cercasi!

A Brescia il TCI è presente anche con circa 70 volontari che mettono gratuitamente a disposizione parte del loro tempo libero per garantire l'apertura continuativa di siti di interesse artistico che altrimenti rimarrebbero chiusi al pubblico. Sono i volontari di Aperti Per Voi. Attualmente sono presenti in tre siti: presso gli scavi archeologici di Palazzo Martinengo,  presso la Chiesa di Santa Maria della Carità, entrambi in via Musei, e press la chiesa di San Giorgio, nell’omonima piazzetta. Io stessa ne faccio parte. Nuovi volontari sono accolti a braccia aperte. Sono sufficienti 4 ore al mese di collaborazione.... Chi poi lo desidera può offrire una disponibilità maggiore.
Link per aperti per voi: http://www.touringclub.it/iniziative/dettaglio/37/Aperti-per-voi
per club di territorio Brescia: http://www.touringclub.it/club/pg/pages/view/21058/

L'interno della chiesa di Santa Maria della Carità, riaperta il 31 Gennaio 2013, dopo i restauri

Domenica 24 Febbraio 2013


Tesori nascosti della pianura bresciana (2):
Verolanuova
Domenica 24 Febbraio, ore 14.45: Itinerario guidato con il Touring Club Italiano
Verolanuova (antica Verola Alghise) è una città ricca di edifici civili e religiosi di grande valore artistico. In base alle testimonianze del Guerini, il territorio di Verolanuova, come quello di Verolavecchia, viene sottoposto intorno al 760 ad una bonifica agraria per volere degli ultimi re longobardi da parte dei monaci e vassalli della nascente Badia di Leno, che essi stessi avevano fondato. Con l’avvento del regime feudale, la storia di questo paese coincide con quella della famiglia Gambara che domina su questo feudo e stabilisce qui la sua dimora a partire dalla fine del XII secolo. Fino alla fine del 1700, Verolanuova ricopre il ruolo di una vera e propria capitale all’interno del principato economico, culturale ed artistico costituito dai feudi di questa potente famiglia bresciana. L’intervento dei Gambara non si limita solo alle residenze di famiglia, ma segna l’urbanistica della città e l’aspetto degli edifici sacri, dall’antica parrocchiale di San Lorenzo, poi sede della Disciplina, alla nuova grande Basilica seicentesca, allo scomparso Convento dei Padri Cappuccini.
Palazzo Gambara
Il nostro itinerario parte dalla meravigliosa piazza principale del paese, Piazza della Libertà, del XVII sec. che al tempo era parte del giardino privato del Palazzo Gambara, oggi Palazzo del Comune, tant'è  vero che si può osservare la sua forma ad anello tipica dei maneggi dell'epoca. Si prosegue con la visita alla monumentale Parrocchiale, la Basilica romana minore di San Lorenzo Martire.  Ricostruita nel Seicento subito dopo la devastante pestilenza del 1630, la chiesa è stata arricchita di opere d’arte dal mecenatismo dei Gambara. Vanta due enormi tele (mq 66 ciascuna: Caduta della manna e Sacrificio di Melchisedec) eseguite nel 1740-41 da Giambattista Tiepolo. Poco distante è la Chiesa della Disciplina (sec. XIV-XVI), già chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, affiancata da una armoniosa torre campanaria tardo gotica (1473). La chiesa della Disciplina, abbandonata per lungo tempo e riaperta solo da pochi anni, conserva nel suo interno copiose tracce della decorazione quattro-cinquecentesca ad affresco ed il monumento funebre del Conte Nicolò II Gambara (+1592), vero e proprio capolavoro della scultura bresciana del Manierismo, opera di Pietro Maria Bagnatore. L’itinerario prosegue con la visita al Castel Merlino, la più antica residenza della famiglia Gambara in Verolanuova, collocata su un'altura che emerge dalla campagna e che un tempo era circondata da un fossato. Il maniero porta questo nome in quanto Brunoro I, uno dei personaggi di maggior spicco della dinastia, volle dedicarlo alla moglie Ginevra intitolandolo a Merlino, il mitico mago dei poemi cavallereschi. Dopo una breve passeggiata lungo il Borgo Medievale e il fiume Strone, la visita giunge alla sua ultima tappa, Palazzo Gambara, ora municipio, edificato nel ’500 dall’architetto Dionisio Baldo di Pralboino. La sontuosità è annunciata dalle balaustre marmoree del ponte che attraversa la roggia Gambaresca e porta al cancello, ornato dalle statue barocche di Minerva e Marte. All’interno vi sono quattro sale con volte decorate a quadrature dal Malosso (sec.XVIII).
Basilica: Particolare di una delle tele del Tiepolo
Info: 3664378715segreteria@clubtouringbrescia.it 

Domenica 20 Gennaio 2013


Le iniziative del Touring Club Italiano sul territorio di Brescia
Domenica 20 Gennaio 2013, ore 14.45
La “chiesa degli artigiani” e la “chiesa dei condannati”: Passeggiata artistica tra le chiese di San Giuseppe e San Giorgio
Interno della Chiesa di San Giuseppe
L’itinerario proposto ripercorre la storia di due chiese del centro storico di Brescia, ponendo l’accento sulla peculiare “funzione” che questi due luoghi sacri rivestirono tra il 16° e il 18° secolo.
“La chiesa degli artigiani: San Giuseppe, situata in Via Gasparo da Salò, fu edificata dai Frati Minori Osservanti fra il 1519 e il 1580. A questa chiesa, sorta nel cuore di Brescia, in un quartiere ricco di botteghe artigiane e attività commerciali, fecero capo le varie corporazioni di arti e mestieri. Fu così che dieci cappelle situate ai lati della navata centrale vennero dedicate ai Santi protettori delle varie associazioni di maestri artigiani. Ognuna di esse rispecchia particolari vicissitudini legate ad una lunga storia di devozioni. Ed ecco raffigurati, tra i vari Santi, S. Lucio, protettore dei casari e dei salumieri, S. Martino, protettore dei barbieri, S. Crispino patrono dei calzolai e dei pellettieri e S. Omobono patrono dei sarti.
 “La chiesa dei condannati”: A poche decine di metri di distanza si erge San Giorgio. Fondata nella seconda metà del Duecento, affonda in realtà le sue origini in tempi molto più antichi in quanto la presenza di alcuni frammenti lapidei proverebbe l'esistenza in sito di un edificio sacro risalente al’ VIII-IX secolo. San Giorgio fu la prima residenza dei Frati Minori in Città, e, dalla fine del ’500 divenne sede della Confraternita di Santa Maria della Misericordia, istituita per l’assistenza ai condannati a morte. che aveva inizialmente la sua sede nella chiesa di Sant'Agostino al Broletto. A partire dagli anni '80 del XX secolo venne avviato il progetto di recupero con il restauro conclusosi nel 2010, anno in cui la chiesa è stata riaperta al pubblico. Lo scavo archeologico ha portato al ritrovamento di tre stanze di sepoltura comuni del XVII secolo – finora se ne conosceva solamente una –. Qui venivano gettati i corpi dei condannati attraverso botole ricavate lungo il sovrastante “sentiero dei condannati” tuttora transitabile attraverso i marginalia lasciati dalla successiva edificazione del quartiere. La chiesa di San Giorgio è sito di “Aperti per Voi” e, grazie ai volontari del TCI, è aperta al pubblico il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.
Informazioni e prenotazioni: TCI Tel: 3664378715 - segreteria@clubtouringbrescia.it

Sabato 22 Dicembre

Santa Messa in San Giorgio

Natale è vicino.
Sabato 22 Dicembre, alle ore 17.00, verrà celebrata in San Giorgio a Brescia una Santa Messa. 
Due soprani, Marina Cardilli e Camilla Ferrari, canteranno durante la funzione, accompagnate dal chitarrista Edo Baroni.

La bellissima "Natività" di Lorenzo Lotto,
ora conservata presso il Museo di Santa Giulia  a Brescia
I canti: ORA SO, QUI PRESSO A TE SIGNOR (Mozart), DULCIS CHRISTE (Michelangelo Grancini), DELL'AURORA TU SORGI PIU' BELLA, NAZARETH MORNING (Bay Ridge Band)

Dal 6 al 30 Dicembre

Una mostra molto interessante allestita dalla Sezione Architettura dell'Istituto Tartaglia-Olivieri".


da sabato 22 dicembre a mercoledì 9 gennaio 2013

Il polittico di Paroto viene riesposto in Duomo Vecchio dal 22 Dicembre al 9 Gennaio 2013

L'opera, acquistata dalla Fondazione CAB nel Luglio scorso a Londra, verrà riesposta in Duomo Vecchio durante il periodo delle feste natalizie.
Insieme al bellissimo polittico, i visitatori potranno ammirare la tradizionale esposizione di presepi che ogni anno viene allestita all'interno della Cattedrale (dal 17 Dicembre al 15 Gennaio).


Il polittico di Paroto arriva in Duomo vecchio
Il polittico del Maestro Paroto, acquistato lo scorso 4 Luglio dalla Fondazione Cab a Londra in un’asta di Sotheby’s, sarà esposto al pubblico in Duomo Vecchio da venerdì 19 Ottobre a domenica 11 Novembre.

Si tratta di un’opera che rappresenta un momento fondamentale nelle vicende artistiche del XV secolo nel nostro territorio ed è una delle poche cose conosciute di un maestro che è stato capostipite della dinastia dei Da Cemmo. Richiesta inutilmente in prestito nel 2002 in occasione della mostra di Vincenzo Foppa, è ritornata ora definitivamente a casa grazie alla determinazione della Fondazione Cab. Il polittico era collocato anticamente sull´altar maggiore della pieve di San Siro di Cemmo, dove rimase fino al 1852 quando fu venduto passando in diverse collezioni, prima a Milano, poi a Parigi ed infine a New York.
Nel corso di questi passaggi ha subito alcuni interventi: la superficie dipinta, che in origine era su tavola, è stata trasferita su tela, e le nove parti di cui si compone sono state racchiuse in tre cornici ottocentesche di gusto neogotico. Malgrado questi interventi, l´opera è arrivata a noi in buone condizioni. Vi sono raffigurati la Madonna con il Bambino, con il donatore inginocchiato ai suoi piedi, e i santi Stefano, Siro, Michele, Apollonia, Ludovico, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Agata; in origine, era completato da una cuspide in cui erano una «Crocifissione», oggi in collezione privata, e da altre due tavole con l´ «Angelo nunziante» e la «Vergine annunziata», delle quali si sono perse le tracce. Sul pannello centrale si poteva leggere nel XIX secolo una scritta dedicatoria in cui si affermava che era stata realizzata da Maestro Paroto su commissione, nel giorno di Pasqua del 1447, di Francesco Afro de Tervisio, arciprete della pieve di San Siro di Cemmo.

L’opera di Paroto sarà ospitata in Duomo Vecchio, grazie alla collaborazione della Parrocchia della Cattedrale e dell´ Ufficio diocesano per l´arte sacra e i beni culturali ecclesiastici. In seguito compirà un tour in Valcamonica. Dopo il ritorno a Brescia, si provvederà a trovargli una sede definitiva, probabilmente una chiesa, e, in primavera, si terrà una giornata di studi per approfondire la conoscenza di un’opera che ha ancora molto da svelare. Il Polittico verrà collocato all’inizio del presbiterio, in asse con la Rotonda, e sarà visibile fin dall’atrio d’ingresso. Grazie alla collaborazione con i volontari del Touring Club, che garantiranno la sorveglianza, sarà possibile la visita tutti i giorni, dalle 9 alle 18 (salvo durante le cerimonie liturgiche). L’ingresso è libero. (Fonte: Bresciaoggi del 16 Ottobre 2012)

Vedi anche: Il polittico e la Pieve di Cemmo http://aspassoperbrescia.blogspot.it/2012_07_01_archive.html

25 Novembre 2012

Tra i luoghi amati da Angelo Canossi

Anche il Touring Club Italiano vuole ricordare Angelo Canossi, poeta bresciano del quale ricorre quest’anno il 150esimo anniversario della sua nascita.
Passeggeremo tra piazze e strade del centro storico di Brescia, accompagnati da una guida che si soffermerà davanti ai luoghi amati e decantati dal poeta, L’itinerario avrà inizio in Piazza Paolo VI, si snoderà attraverso alcune vie del centro per poi concludersi in Piazzale Arnaldo.
Ripercorriamo brevemente alcune tappe della vita del “poeta della brescianità”: Angelo Maria Canossi nacque a Brescia il 23 marzo 1862. A partire dal 1914 iniziò a soggiornare a Bovegno in alta Valle Trompia, località che ispirerà gran parte della sua opera, e, sempre in quell'anno, comparve la sua prima raccolta di poesie in dialetto bresciano, alla quale fecero seguito altre opere dialettali di rilevante importanza. La sua opera riscosse un notevole successo e se il suo nome non ebbe una più ampia eco lo si deve principalmente alla difficile accessibilità del dialetto bresciano. Nel 1936 da Brescia si trasferì definitivamente a Bovegno. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita. Le sue composizioni furono raccolte in due volumi: "Melodia" del 1914 e "Congedo", pubblicato postumo nel 1944. Morì a Brescia, 9 ottobre 1943.
Leggiamo nella Prefazione di "Melodia e Congedo” di Aldo Cibaldi: "La vita che Canossi racconta viene narrata e proposta come spettacolo (…) Canossi è poeta dialettale non perché usa un dialetto, ma perché lo riscatta dal pericolo del costumismo e della cronaca provinciale, gli fa fare spettacolo perenne, valido oltre le barriere della provincia (...) ci sembra di vedere Angelo Canossi intento a spiare gli angoli più caratteristici della città come se ogni pietra gli avesse da narrare una vicenda ignorata (…) e provi l’impressione di aver percorso Brescia in una giornata di sole (…) che ti fa parere che le case, i rioni, la gente, i monumenti e le chiese, tutta la vecchia Brescia, trasandata e vivace, sia sempre vissuta con un volto arguto e burlone”.

Quando: 25 Novembre 2012, ore 14.45
Dove: Piazza Paolo VI, di fronte al Duomo vecchio

Info: segreteria@clubtouringbrescia.it, cell. 3664378715




Dal 31 Ottobre al 31 Marzo

“Terre di confine. Una necropoli dell'età del Ferro  a Urago d'Oglio”

I lavori di realizzazione dell’autostrada Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi) hanno portato alla luce nel territorio di Urago d’Oglio una piccola necropoli protostorica del V sec. a.C. La necropoli non rappresenta l’unico ritrovamento: circa 130 siti di interesse archeologico sono stati individuati tra il 2009 e il 2011, anni in cui sono stati effettuati gli scavi per la realizzazione dell’autostrada, in una zona della media pianura lombarda attraversata da terreni agricoli finora libera da costruzioni e assai poco indagata. La necropoli rappresenta quindi solo un piccolo, ma importante passo della futura musealizzazione di tutti i reperti che sono venuti alla luce.
L’interesse della scoperta è veramente notevole: la necropoli è riconducibile alla Cultura di Golasecca, ma è ubicata oltre il confine orientale tradizionalmente definito dagli specialisti. Si trova in prossimità di un tracciato fluviale importante quale è il fiume Oglio, al centro di vivaci rotte di scambio con varie culture: il mondo etrusco-padano, l’area veneta, il mondo alpino e l’area ligure. Una commistione culturale quindi che, nel caso specifico della necropoli, si riflette anche nella composizione dei corredi, espressione dell’incontro e della mescolanza di genti diverse, e nel rituale funerario misto, a inumazione e a cremazione.
La necropoli si estendeva su un’area di 6.400 mq, a pochi metri dal fiume Oglio, in località Cascina Giardina. E’ composta da sette tombe, di cui almeno quattro erano destinate a ospitare defunti molto giovani. Lo rivelano i ninnoli e i bicchierini conservati nelle fosse, piccoli oggetti che dovevano accompagnare il morto nell’aldilà, e che hanno dimensioni adatte più a un bambino che ad un adulto. E lo rivela poi la sorprendente scoperta di una tomba dove è stato ritrovato lo scheletro di una bambina.
L'allestimento è corredato da pannelli esplicativi e da disegni che illustrano le cerimonie funerarie praticate dagli abitanti dell'insediamento protostorico di Urago e rendono evidente l'uso di alcuni oggetti rinvenuti. Nelle teche sono sistemati i materiali ritrovati nelle sette tombe della necropoli in cui si è praticato un rito funerario misto, con cinque incinerazioni e due inumazioni in fossa. I corredi sono costituiti, oltre che da ceramiche, anche da braccialetti in bronzo e fibule, che servivano a chiudere i tessuti in cui venivano conservate le ceneri di chi veniva cremato. Nel corredo della bambina inumata sono stati ritrovati anche due incisivi di castoro, probabilmente usati come gioielli. Tra gli oggetti si notano un grande boccale, che fungeva da urna cineraria ed era chiuso da una ciotola posata capovolta con la funzione di coperchio, un'olletta caratterizzata da una decorazione a unghiate, disposte in sette file, caratteristica dell'area ligure, ritrovata in una tomba, da cui provengono anche un pendaglio a secchiello e una pinzetta in bronzo, entrambi impreziositi da un'elegante decorazione a occhi di dado, e un curioso oggetto per la pulizia delle orecchie.



La mostra, inaugurata il 30 Ottobre a Santa Giulia, è a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia in collaborazione con Comune di Urago d’Oglio, BreBeMi, Associazione “Al Castellaro”, Comune di Brescia, Santa Giulia. Museo della città. La mostra è stata allestita nella sala alla fine del percorso dell'Età Romana.  Resterà aperta fino al 31 Marzo 2013








27 Ottobre 2012

Tesori nascosti della pianura bresciana (1):
Quinzano d'Oglio
Visita alla pieve romanica, a San Rocco e alla parrocchiale di San Faustino, chiese ricche di storia e di pregevoli opere artistiche.
Sabato 27 Ottobre, ore 15
La Chiesa della Pieve
La chiesa della pieve di Quinzano, una tra le pochissime della provincia che conservi attorno a sé il cimitero primitivo, è probabilmente una delle prime chiese battesimali della bassa pianura al confine con l’Oglio ed ebbe un ruolo rilevante nel circondario soprattutto dal secolo XI: alla fine di questo secolo probabilmente risale la struttura originaria della costruzione romanica. Purtroppo fu più volte rimaneggiata nel tempo, ma ha conservato dell’edificio antico l’abside maggiore, caratterizzata all’esterno da resti dell’originaria decorazione in cotto dal bel colore rosso vivo, mentre all’interno vi figurano ancora consistenti tracce di affreschi dell’inizio del secolo XII: un Cristo Pantocratore, affiancato dai simboli degli evangelisti e altre figure di santi e profeti, nonché un paio di scene della passione. Altri affreschi del ‘400 di scuola bembesca decorano l’aula, che conserva anche interessanti dipinti provenienti da una grande chiesa francescana rasa al suolo in età napoleonica.
Accanto all’ingresso settentrionale della pieve, sorge tuttora integralmente conservato l’antico battistero, già trasformato in cappella e ora adibito a sacrestia, con al centro il basamento di un caratteristico fonte battesimale forse di età carolingia. Davanti a un gentile affresco di una Madonna del latte di fine ‘300 sorse nel 1599 un santuarietto, oggetto fino a oggi di profonda devozione da parte dei quinzanesi.
Camillo Pallegrino - La natività di Maria (post 1600)
La Chiesa di San Rocco
La chiesa di San Rocco nacque dopo il 1478 come cappella votiva contro la peste; fu poi ingrandita nel 1513, e divenne la chiesa vicinale della zona del paese a nord del torrente Savarona, il cosiddetto Mercàt. La vicinìa vi investì sempre molta cura, sono dimostrata dalle numerose opere artistiche che la chiesa contiene: in particolare i dipinti del presbiterio, opera del pittore cremonese Gian Giacomo Pasino, e il preziosissimo organo (probabilmente opera di Ercole Vavassori degli anni 30 del ‘600) che secondo gli esperti conserva quasi intatta la sua struttura fonica originaria, anche se purtroppo per mancanza di manutenzione è in disarmo da oltre mezzo secolo. Il campanile (1603), progettato e decorato dall’architetto Nicolò Alberghino da Lavena, è forse la costruzione più elegante che si trovi in paese
La Parrocchiale di San Faustino
La chiesa di San Faustino, parrocchiale dal 1600, sorge all’estremità settentrionale dell’altura che racchiudeva fino a metà del secolo XIX il centro fortificato, il cosiddetto Castèl. Nel ‘400 era una piccola cappella, progressivamente allargata su tutti i fronti fino a divenire un ampio edificio a tre navate. L’abside accoglie una pala del primo ‘500, probabile opera di Callisto Piazza, raffigurante Cristo risorto fra i santi Faustino e Giovita, titolari della chiesa e patroni del paese. Fra diverse altre opere d’arte di varia epoca, la chiesa conserva una bellissima Ultima cena (1646), considerata dalla critica il capolavoro del pittore Ottavio Amigoni, proveniente dalla soppressa chiesa delle Dimesse.
La Disciplina
Accanto alla parrocchiale sorge la disciplina dei Santi Bernardo e Martino, completamente affrescata all’interno da Andrea Bellanda (1645-46) e dotata di un originale matroneo, ma purtroppo chiusa al pubblico ormai da molti decenni.
San Faustino - veduta aerea
Informazioni e prenotazioni:
Touring Club Italiano
Tel: 3664378715
segreteria@clubtouringbrescia.it

Concerto a San Giorgio



Le iniziative a  Brescia di APERTI PER VOI del Touring Club Italiano

Paull Karagounis duo: Musica classica a tempo di JAZZ !
Il chitarrista Jazz Edoardo Baroni e il pianista classico Luca Capoferro eseguiranno musiche classiche a tempo di Jazz.

DOVE: Chiesa di San Giorgio Brescia

QUANDO: Domenica 21 Ottobre 2012, ore 21

Ingresso libero

PROGRAMMA
-) Beethoven: sonataop.13 2.mov,
-) Bach: preludio do maggiore - praeludium I BWV 870;
-) Bach: preludio do maggiore - praeludium I BWV 847;
-) Albeniz: El polo; Albeniz: Malaga;
-) Beethoven:Per Elisa;
-) Bach:praeludiumI BWV 811;
-) Mozart: 12 variazione sul tema "Ah, vous dirai-ie maman" - kv 265

Sabato 13 Ottobre

Le iniziative dei volontari Touring "Aperti per Voi" 
Sabato 13 Ottobre 2012, ore 21: Invito a concerto nella bellissima chiesa di San Giorgio

Gruppo Vocale “Cantores Silentii”
 “Musica polifonica sacra nel Rinascimento e nel primo Barocco”

Programma

Anonimo                                    “O maligno e duro core”
(fine XV secolo)
Loyset Compère                       “Virgo caelesti”
(ca. 1450-1518)
Josquin des Prés                      “Virgo prudentissima”
(ca. 1470-1521)                            “Ave Maria, Virgo serena”
Franciso de Peñalosa            “Sancta Mater”
(ca. 1470-1528)
Jachet de Berchem                 “O Jesu Christe”
(ca. 1505-1565)
Giovanni Contino                    “Caligaverunt oculi mei”
(ca. 1513-1574)i
Giovanni P. da Palestrina    “Popule meus”
(ca. 1525-1594)                            “O bone Jesu”
Placido Falconio                     “Tenebrae factae sunt”
 (ca. 1530-1595)                          “Sepulto Domino”
Luca Marenzio                         “Hodie Christus”
(ante 1550-1599)                        “Estote fortes”
Tomás Louis de Victoria     Ave Maria”
(ca. 1548-1611)
Felice Anerio                            “Ave, maris stella”
(1560-1614)
Floriano Canale                      “Asoramus Te, Christe”
(ca. 1541-1615)                           “Salve Regina”
Cesario Gussago                     “Beata es virgo Maria”
(ca. 1550-post 1620?)                  


www.cantoressilentii.it

Ingresso libero


Domenica 7 Ottobre

Passeggiata con guida nella Riserva Naturale "Sorgente Funtanì"


Quando: Domenica 7 Ottobre
Dove: Ritrovo al parcheggio della frazione Nalmase di Vobarno alle ore 14.30
Organizzazione: Touring Club Italiano, Club di Territorio Brescia
Informazioni e prenotazioni: Tel. 3664378715
Mail: segreteria@clubtouringbrescia.it 


La Riserva Naturale Regionale “Sorgente Funtanì”, situata nel Comune di Vobarno in frazione Nalmase, si trova sul versante orografico destro della Val Degagna, una delle principali valli laterali della bassa Val Sabbia. Le origini della comunità di Degagna, costituita da Nalmase e altre frazioni sparse nella valle, sono molto antiche e forse precedono addirittura le origini di Vobarno.

La via che da Vobarno  attraversa la valle, via Forno, ha segnato il percorso breve per arrivare a Capovalle, a Treviso Bresciano, a Idro e in Val Vestino. Fu utilizzata nei secoli, dai Lanzichenecchi, dagli austriaci, da Garibaldi, dalle truppe italiane durante la prima guerra mondiale.
La riserva naturale Funtanì ha un’estensione di 66 ettari ed è stata istituita nel 1985 a protezione della sorgente e del suo bacino di alimentazione per la presenza di alcune forme di vita rarissime (molluschi d’acqua), alcune esclusive del sito. L’ambiente della riserva presenta una vegetazione molto ricca e una sorprendente varietà di fiori (più di 400 specie), anche un buon numero di animali, che regnano sia nel bosco umido della parte della valle solcata dal torrente e altri anche nella parte alta della riserva dove l’ambiente si fa roccioso e più arido .
L’area della riserva, compresa nelle zone delle Prealpi bresciane, è di notevole interesse geologico.
Come si articola la visita: al seguito di una guida si entrerà in riserva attraversando il torrente Agna. Durante il percorso che porta alla sorgente verranno descritte le varie caratteristiche ambientali del sito. Adiacente alla sorgente sorge un cascinale che costituisce il Centro Studi della riserva. Al suo interno potranno essere osservati terrari e acquari.
Come si arriva alla Riserva:
Da Brescia seguire Via Triumplina fino al bivio per la statale del Caffaro n. 237 e proseguire per le “Coste di S. Eusebio”, risalite le quali si svolterà a destra per arrivare al paese di Vobarno.
La Riserva è raggiungibile anche da Rezzato, con deviazione in località Virle Tre Ponti (strada 45 bis) fino alla località Tormini dove c’è lo svincolo per la Val Sabbia. Da qui si raggiunge il paese di Vobarno.
Dal centro di  Vobarno (SP 14) si imbocca poi sulla destra via Forno fino alla frazione di Nalmase distante dal centro 1,5 km. In prossimità sempre su via Forno  verrà indicata la zona parcheggio, punto di ritrovo.

Equipaggiamento: Il terreno è privo di difficoltà. Sono sufficienti scarpe da ginnastica o da trekking.


Palazzo Martinengo - Giornate Europee del Patrimonio


Palazzo Martinengo: archeologia e musica

In occasione delle Giornate Europee Europee del Patrimonio 2012 – “L’Italia tesoro d’Europa”, il percorso archeologico di Palazzo Martinengo sarà aperto grazie alla collaborazione con i Volontari di Brescia del Touring Club Italiano.
Nel giardino seicentesco antistante il percorso vi sarà un intrattenimento musicale dell'Associazione Sonorità del Liceo Musicale Veronica Gambara di Brescia.

Quando:       Il 29 e il 30 settembre dalle ore 10 alle 18
Dove:             Palazzo Martinengo, Via Musei, 30 Brescia

Non è necessaria la prenotazione
INGRESSO LIBERO


"Le Chiese di Brescia: Arte e Storia" - Le foto


"Le Chiese di Brescia: Arte e Storia" 

Le foto dell'evento


San Luca:





San Lorenzo:









Il tragitto da una chiesa all'altra:



S. Alessandro: