Visita del 25 Maggio a Calvisano

Visita del 25 Maggio a Calvisano: le foto
Grazie a tutti i partecipanti che oggi, nonostante la pioggia, hanno condiviso con noi le bellezze artistiche di questa cittadina.


Accoglienza nella sala delle tele del convento:



Il chiostro del convento dei domenicani:


Interno della chiesa di Santa Maria della Rosa:

Particolari di alcuni affreschi:




Interno della Parrocchiale:


La Pala del Moretto, particolare:

(Fotografie: Francesca Poli)


26 Maggio


Domenica 26 Maggio, ore 16.00
Concerto di musica corale in San Giorgio
Schola Cantorum di Rovato (Associazione Lux Vivens)
Ingresso libero

PROGRAMMA
AUREA LUCE (Inno gregoriano, IX sec.)
POLORUM REGINA (Danza - Llibre Vermell de Monserrat, XIV sec)
ALTISSIMA LUCE (Lauda – Laudario di Cortona, XIII sec.)
SALUTIAM DIVOTAMENTE (Lauda – Laudario di Cortona, XIII sec.)
AVE MARIA (Antiphona gregoriana, IX sec.)
AVE MARIA (Conductus – Johannes Roderici – Las Huelgas Codex, XIV sec)
LAUDEMUS VIRGINEM / SPLENDENS CEPTIGERA
(Cànoni a 3 voci - Llibre Vermell de Monserrat, XIV sec.)
O VIRGO SPLENDENS
(Cànone a 3 voci - Llibre Vermell de Monserrat, XIV sec.)
ALMA REDEMPTORIS MATER (Antiphona gregoriana, IX sec.)
ALMA REDEMPTORIS MATER (Motetus a 2 voci– Anonymus, XIV Sec.)
BEATA VISCERA (Organum a 2 voci – Magister Perotinus, XII sec.)
BEATA VISCERA (Motetus a 3 voci - Magnus Liber Organi, XIII sec.)
TOTA PULCHRA ES MARIA (Antiphona gregoriana, IX sec.)
MATER DEI MATER VIRGO EIUS
(Motetus a 3 voci – Montpellier Codex, Anonymus XIV sec.)
IMPERAYRITZ DE LA CIUTAT JOYOSA
(Canciòn poliphonica a 2 voci - Llibre Vermell de Monserrat, XIV sec.)
MARIAM MATREM
(Cancion polyphonica a 3 voci - Llibre Vermell de Monserrat, XIV sec.)
STELLA SPLENDENS (Danza - Llibre Vermell de Monserrat, XIV sec.)
ALLE PSALLITE CUM LUYA (Mottetto a 3 voci – Montpellier Codex, XIV sec.)

"Cantiamo da viandanti. Canta, ma cammina.
Canta per alleviare le asprezze della marcia,
ma cantando non indulgere alla pigrizia.
Canta e cammina.”
S. Agostino
L’itinerario di questo concerto segue una linea che definisce l’orizzonte sonoro del periodo medioevale europeo, prediligendo nel suo percorso i canti devozionali provenienti dagli antichi monasteri europei. La Vergine Maria fu l’ideale d’ispirazione per tutti i cristiani, alimentato da un culto tenuto sempre alto anche dai numerosi interventi miracolosi.
La parola e la musica sono la luce che guida il cristiano medioevale. “Mentre le parole coinvolgono l’ uomo in quanto essere sensibile e razionale, la musica si rivolge alla sua componente divina ed anticipa per brevi istanti la gioia ineffabile della beatitudine” (M. Tabaglio).
Nel corso del concerto, non vengono privilegiate l’estetica o la filologia, come criterio interpretativo, ma l’atmosfera piena di significati sonori legati al simbolismo, in cui la melodia, strettamente a servizio della parola, va ad amplificare il senso esegetico dei testi e ad evocare la funzione per cui il canto veniva eseguito.
I canti che compongono prevalentemente questo programma, spaziano tra gli inni e le antifone gregoriane, le laude italiane, fino a privilegiare la scelta e l’interpretazione di un repertorio proprio dell’ Ars Antiqua europea: canoni, organa, discanti e mottetti appartenenti alle prime forme di polifonia.
Il repertorio che è stato prescelto per questo concerto è prevalentemente paraliturgico. La Schola Cantorum interpreterà le melodie che venivano cantate sui sagrati delle chiese. Tra queste, anche alcuni canti che intrattenevano con il loro suono e con la danza i viandanti in arrivo dal loro faticoso pellegrinaggio.
Il concerto inizia con un inno gregoriano molto antico in latino, a una voce, per continuare con alcune laude, il cui testo in lingua volgare si avvicina a una dimensione di culto religioso più popolare. I brani musicali proposti di seguito, si arricchiscono di situazioni melodiche che si intrecciano e vanno verso uno sviluppo polifonico dal sapore armonico arcaico, con un impatto acustico immediato e attraente.
La timbrica delle sonorità delle copie degli strumenti musicali, contribuisce a riprodurre la forma e il suono caratterizzante l’epoca.
Si ringrazia il maestro Stefano Albarello per il contributo musicologico.

La SCHOLA CANTORUM di Rovato, realtà musicale patrocinata dal Comune di Rovato, rappresenta un “ramo didattico” dell’ Associazione LUX VIVENS. E’ stata fondata nel 2010 ed è diretta da Patrizia Maranesi, con l’intento di riportare in luce antiche opere del passato, tra queste le musiche della monaca medioevale benedettina Ildegarda di Bingen, nel progetto artistico musicale originario, unico al mondo nel suo genere, poiché si avvale dell’utilizzo in forma sperimentale di campane di quarzo, strumenti musicali costruiti con il cristallo di rocca.
Nel corso dell’anno, l’Associazione LUX VIVENS organizza varie attività, concerti, incontri didattici e seminari, che coinvolgono neofiti, amatori e professionisti e sono rivolte, secondo le varie tematiche, a tutte le fasce di età.
La Schola Cantorum, in relazione alle varie produzioni artistiche, è costituita da vari organici vocali, la maggior parte costituiti dai partecipanti alle attività didattiche di formazione e di approfondimento organizzate dall’Associazione. Si avvale periodicamente della collaborazione di vari musicisti di fama, tra questi i maestri Stefano Albarello con il quale ha realizzato nel 2011 il Dramma liturgico del XII secolo Sponsus e Cinzia Barbagelata con l’Orchestra Arcantico, con la quale ha realizzato nel 2011 lo Stabat Mater di Alessandro Scarlatti. Recentemente, in collaborazione con il maestro Alessandro Casari, la Schola Cantorum si è espressa in un suggestivo concerto per la settimana santa, cantando il Miserere di Gregorio Allegri e altre musiche di compositori tardo rinascimentali, riproposte per l’occasione in prima esecuzione moderna.

I PARTECIPANTI:
VOCI SOLISTE: Julia Berger – Stefania Bocchi – Mariantonia Bombardieri – Sabrina Pollorsi – Mirella Scaglia – Alessandro Simonato.
VOCI BIANCHE: Marco Faustinelli - Rosaria Garofalo - Federica Minelli - Davide Moraschi – Michela Cangio – Gaia Capitanio – Alessandra Cavuoto – Micaela Conti –Roberta Ferrante – Mattia Ferraresi – Kevin Gatta – Silvia Gazzara – Djellza Hoti – Florentine Krasniqi – Parvash Kumar – Gaia Marciotti – Matteo Moretti – Luca Rossini.
VOCI FEMMINILI: Silvia Begni - Mariarosa Berardelli - Paola Carra – Giuseppina Castelvedere – Roberta Cremaschini - Alessia Festa - Chiara Galbiati - Clotilde Grassi - Sonia Inselvini – Giovanna Libretti – Maddalena Licari – Gaia Malavasi – Maristella Negrisoli – Roberta Paris - Linda Randone - Laura Rossi - Irma Sartorio – Alessandra Ramera – Debora Serina.
VOCI MASCHILI: Fabio Belluti – Michele Cattaneo - Sergio Ferrari - Alberto Mondini - Daniele Placidi - Federico Schiff.
STRUMENTISTI:
Giuseppe Olivini: organo portativo, dulcimer, arpa
Marco Casiraghi: liuto, viella, flauti dritti
Cristian Felisari: ribeca bassa
Mattia Danesi: percussioni
DIREZIONE ARTISTICA: Patrizia Maranesi

Sito facebook


Abbiamo creato una pagina Facebook dedicata alle iniziative del Touring Club sul territorio di Brescia e provincia.
Vi invitiamo a visitarlo e a cliccare "mi piace" sulla pagina (in alto, a destra).
Ci aiuterete a diffondere la nostra attività di valorizzazione e tutela del territorio.





18 Maggio



II Concerto di Primavera
Sabato 18 MAGGIO 2013 – ore 16
Brescia - Piazzetta San Giorgio
Ingresso libero


Corale “San Giorgio” di Barghe
diretto da Romano Guerra

Programma
Ludwig van Beethoven (1770-1827) “Inno alla Notte”    
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) “Davanti alla Croce”   
Johann Sebastian Bach (1685-1750) “O capo insanguinato”     
Cantico anonimo (XV secolo) “Alta Trinità beata”                      
Jacob Arcadelt (ca. 1504-1568) “Ave Maria”                                
Bepi De Marzi (1935) “Notte Santa”, “Maria lassù”
Corale inglese (tradizionale) “Resta con noi”                              
Ennio Morricone (1928) “Gabriel’s Oboe”
Canto ebraico (tradizionale) “Custodiscimi”                


Corale “La Pieve” di Cividate Camuno
diretta da Teresina Faiferri

Programma
Charles Gounod (1818-1893) “Kyrie - Agnus Dei - Gloria - O salutaris”dalla Messe n. 7 “Aux Chapelles”
Fabrizio De André (1940-1999) “Ave Maria”                               
Caspar Ett (1788-1847)  “Ave Maris Stella”
Georg Friedrich Händel (1685-1759) “Cantate Domino”
Ludwig van Beethoven (1770-1827) “Esaltano i Cieli”, “Inno al Creatore”
Riz Ortolani (1931) “Fratello Sole”                                     
Benedetto Giacomo Marcello (1686-1739) “I Cieli immensi narrano”
Thomas Tallis (ca. 1505-1585) “If Ye Love Me”                          
Giovanni Pierluigi da Palestrina (ca. 1525-1594) “Jesu Rex admirabilis”        
Jean-Paul Lécot (1947) “Sanctus Lourdes”                                             
Anonimo “Nitida stella” (melodia del XVIII secolo)                               
Melodia gregoriana (XIV secolo) “Regina Coeli”,  “Salve Regina”
Canto inglese “Greensleeves” (tradizionale)


Corale La Pieve





Corale San Giorgio

25 Maggio

Tesori nascosti della pianura bresciana (3):
Calvisano

Dopo Quinzano d'Oglio e Verolanuova, eccoci ora a scoprire la città di Calvisano.

Il TCI, Club di Territorio di Brescia, organizza per sabato 25 Maggio una visita guidata.
Informazioni: segreteria@clubtouringbrescia.it - tel. 3664378715
Partecipazione gratuita, aperta a tutti. Prenotazione obbligatoria



Il nome Calvisano risale probabilmente ad un certo Calvisius vissuto in epoca romana, il cui nome compare su un’epigrafe rinvenuta a Maderno. La leggenda vuole che Calvisius, nobile dai gusti raffinati, si trasferì nell'odierna cittadina di Calvisano, ricca di freschissime acque di risorgiva, per allevare storioni ed avere sempre a disposizione caviale fresco per i suoi banchetti.
La storia di Calvisano affonda le radici dell’antichità romana, negli insediamenti longobardi e benedettini ponendosi, verso la fine dell’età medioevale, come uno dei centri più interessanti della Pianura Bresciana dal punto di vista artistico, con testimonianze che spaziano da forme tardo gotiche – proto rinascimentali a quelle del Rinascimento maturo (Moretto e Romanino) con esempi di manierismo, premessa al notevole patrimonio del Seicento e Settecento.



Il nostro itinerario inizia con la visita alla chiesa di Santa Maria della Rosa, edificata nel 1481 sui resti della primitiva chiesetta extra moenia di San Pietro martire, accanto al convento dei domenicani, fondato l'anno precedente. Si tratta della più ampia chiesa domenicana, tuttora esistente in provincia. e ancora oggi conserva importanti affreschi databili dal tardo Quattrocento al Sei-Settecento: i dipinti più antichi presentano forti analogie con quelli della chiesa del Carmine a San Felice del Benaco e della Pieve di Gussago Dell’antico convento è visitabile il chiostro, annesso alla chiesa, e una vasta sala che lo precede, detta "delle Tele", nella quale sono conservate tele del '500 e del '600.
La visita prosegue alla chiesa di San Giovanni Battista (o dei Disciplini). Costruita nel '400, ospitava la confraternita dei "Cruce signati". Contiene affreschi ('400-'600), alcuni dei quali opera di allievi del Foppa. Ridotta nell'800 a magazzino, la Disciplina è stata recentemente restaurata.
Segue la visita alla chiesa parrocchiale dei SS. Michele e Silvestro. L’edificio assunse le forme attuali nel 1735-55, e al '700 risalgono le statue della facciata. Conserva importanti dipinti del Romanino, del Moretto, di Giambettino Cignaroli e di Carlo Carloni, pittore attivo in Italia, Austria e Germania nella prima metà del ‘700. 
L’itinerario prevede anche una passeggiata nel centro storico, entro il perimetro dell’antico castrum medievale, con brevi cenni agli edifici pubblici più significativi in piazza XX Settembre (antico palazzo comunale, palazzo del vicario veneto e gendarmeria, palazzetto della famiglia Schilini, porta settentrionale con riferimenti all’antico culto di san Michele, portici,  porta meridionale con torre settecentesca e riferimento al culto della Beata Cristina Semenzi; visione dall’esterno del monumentale palazzo Polini - Lechi, edificato nel secondo ventennio del Settecento su strutture rustiche precedenti)