Domenica 7 Ottobre

Passeggiata con guida nella Riserva Naturale "Sorgente Funtanì"


Quando: Domenica 7 Ottobre
Dove: Ritrovo al parcheggio della frazione Nalmase di Vobarno alle ore 14.30
Organizzazione: Touring Club Italiano, Club di Territorio Brescia
Informazioni e prenotazioni: Tel. 3664378715
Mail: segreteria@clubtouringbrescia.it 


La Riserva Naturale Regionale “Sorgente Funtanì”, situata nel Comune di Vobarno in frazione Nalmase, si trova sul versante orografico destro della Val Degagna, una delle principali valli laterali della bassa Val Sabbia. Le origini della comunità di Degagna, costituita da Nalmase e altre frazioni sparse nella valle, sono molto antiche e forse precedono addirittura le origini di Vobarno.

La via che da Vobarno  attraversa la valle, via Forno, ha segnato il percorso breve per arrivare a Capovalle, a Treviso Bresciano, a Idro e in Val Vestino. Fu utilizzata nei secoli, dai Lanzichenecchi, dagli austriaci, da Garibaldi, dalle truppe italiane durante la prima guerra mondiale.
La riserva naturale Funtanì ha un’estensione di 66 ettari ed è stata istituita nel 1985 a protezione della sorgente e del suo bacino di alimentazione per la presenza di alcune forme di vita rarissime (molluschi d’acqua), alcune esclusive del sito. L’ambiente della riserva presenta una vegetazione molto ricca e una sorprendente varietà di fiori (più di 400 specie), anche un buon numero di animali, che regnano sia nel bosco umido della parte della valle solcata dal torrente e altri anche nella parte alta della riserva dove l’ambiente si fa roccioso e più arido .
L’area della riserva, compresa nelle zone delle Prealpi bresciane, è di notevole interesse geologico.
Come si articola la visita: al seguito di una guida si entrerà in riserva attraversando il torrente Agna. Durante il percorso che porta alla sorgente verranno descritte le varie caratteristiche ambientali del sito. Adiacente alla sorgente sorge un cascinale che costituisce il Centro Studi della riserva. Al suo interno potranno essere osservati terrari e acquari.
Come si arriva alla Riserva:
Da Brescia seguire Via Triumplina fino al bivio per la statale del Caffaro n. 237 e proseguire per le “Coste di S. Eusebio”, risalite le quali si svolterà a destra per arrivare al paese di Vobarno.
La Riserva è raggiungibile anche da Rezzato, con deviazione in località Virle Tre Ponti (strada 45 bis) fino alla località Tormini dove c’è lo svincolo per la Val Sabbia. Da qui si raggiunge il paese di Vobarno.
Dal centro di  Vobarno (SP 14) si imbocca poi sulla destra via Forno fino alla frazione di Nalmase distante dal centro 1,5 km. In prossimità sempre su via Forno  verrà indicata la zona parcheggio, punto di ritrovo.

Equipaggiamento: Il terreno è privo di difficoltà. Sono sufficienti scarpe da ginnastica o da trekking.


Palazzo Martinengo - Giornate Europee del Patrimonio


Palazzo Martinengo: archeologia e musica

In occasione delle Giornate Europee Europee del Patrimonio 2012 – “L’Italia tesoro d’Europa”, il percorso archeologico di Palazzo Martinengo sarà aperto grazie alla collaborazione con i Volontari di Brescia del Touring Club Italiano.
Nel giardino seicentesco antistante il percorso vi sarà un intrattenimento musicale dell'Associazione Sonorità del Liceo Musicale Veronica Gambara di Brescia.

Quando:       Il 29 e il 30 settembre dalle ore 10 alle 18
Dove:             Palazzo Martinengo, Via Musei, 30 Brescia

Non è necessaria la prenotazione
INGRESSO LIBERO


"Le Chiese di Brescia: Arte e Storia" - Le foto


"Le Chiese di Brescia: Arte e Storia" 

Le foto dell'evento


San Luca:





San Lorenzo:









Il tragitto da una chiesa all'altra:



S. Alessandro:








"Le Chiese di Brescia: Arte e Storia"

"Le Chiese di Brescia: Arte e Storia" 
Le chiese dell'antica Quadra di S. Alessandro

Quando: Oggi 23 Settembre, alle 14.45

Dove: Si parte dalla Chiesa di S. Luca in Via S. Martino della Battaglia, e si prosegue poi a piedi per la Chiesa di S. Lorenzo e di S. Alessandro

INGRESSO GRATUITO

Tre esperti di storia dell'arte esporranno in ogni sito una relazione che verterà su un aspetto di rilevanza storico-artistica della chiesa in cui si trovano (vedi programma)

Una guida turistica autorizzata accompagnerà i visitatori da una chiesa all'altra illustrando lungo il tragitto lo sviluppo urbanistico della città.

L'evento è organizzato dai volontari del patrimonio culturale TOURING CLUB ITALIANO con il patrocinio delle Parrocchie di S. Lorenzo, S.Alessandro e della Circoscrizione Centro

Le tre chiese resteranno aperte dalle 14.30 alle 17.30


22 Settembre 2012

Visita guidata a Palazzo Martinengo Villagana
Il Touring Club Italiano organizza per sabato 22 Settembre 2012 una visita guidata a Palazzo Martinengo Villagana, attualmente sede del Banco di Brescia. All'interno del Palazzo 700esco è possibile ammirare una preziosa collezione di opere d'arte.

Quando: 22 Settembre 2012
Dove: Brescia, Corso Martiri della Libertà, 13
Orario: 9.15 - Inizio visita ore 9.30

Informazioni e prenotazioni: Tel: 3664378715  segreteria@clubtouringbrescia.it 




Palazzo Martinengo Villagana:
E’ una delle più significative testimonianze di architettura di ispirazione palladiana in ambito bresciano. Di proprietà della famiglia Martinengo Villagana, fu eretto nella prima metà del ‘700. Nel 1907 fu poi acquistato dalla Banca San Paolo di Brescia che vi trasferì la propria sede nel 1926, dopo una consistente opera di adattamento curata dall’ing. Egidio Dabbeni per accogliere gli uffici della banca
I lavori apparvero estremamente complicati in quanto si dovette conciliare l’esigenza di ridurre a funzionale sede bancaria un’antica dimora gentilizia, soggetta ai vincoli della Soprintendenza ai monumenti, con l’improrogabile obbligo di lasciare intatte le linee esterne del palazzo. Durante la seconda guerra mondiale, a causa di un bombardamento, avvenuto il 2 marzo 1945, l’ala sud del Palazzo venne purtroppo quasi completamente distrutta e rifatta secondo gli antichi progetti.

La collezione d’arte:
Oggi l’edificio ospita gli uffici dell’istituto di credito Banco di Brescia e fa da scrigno ad un’ingente collezione d’arte, che si pone come uno degli esempi più interessanti nonché pregiati di collezionismo privato di ambito provinciale, seconda solo per qualità e numero alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
Due linee di tendenza hanno determinato l’ingresso delle opere d’arte in collezione: la volontà di realizzare una raccolta di opere intimamente legate alla storia e all’arte locali, scelta dettata da contingenze di mercato che ha portato a fortunati e pregevoli acquisti. La collezione si costituisce da un lato di pregevoli dipinti di artisti locali, quali Foppa, Moretto, Romanino, Gambara, Ceruti e Inganni e dall’altro di dipinti appartenenti a varie epoche di ambito lombardo, fiorentino, piemontese, veneziano, siciliano e fiammingo. Con questa importante collezione d’arte il Banco di Brescia si inserisce perfettamente nel fenomeno del collezionismo bancario,una tipologia di collezionismo privato che si è sviluppata soprattutto nel secolo scorso e che si fonda sui principi della valorizzazione, salvaguardia, tutela e promozione del patrimonio culturale.

Appuntamento dal 30 Settembre a Montichiari

Il 30 settembre apre il Museo Lechi a Montichiari: arte e storia e grande collezionismo

185 opere d’arte tra dipinti disegni e stampe alle quali si aggiungono un importante servizio da tavola composto da un centinaio di delicate porcellane e una biblioteca di circa 1500 volumi di argomento storico-artistico.
Sono questi i numeri della cospicua donazione che il conte e notaio Luigi Lechi destinò al Comune di Montichiari nel maggio 2005 “come gesto istintivo di amore verso l’arte e la cultura”.


Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698 - 1767),Donna che fa la calza, 1730 ca., tela.  
La mostra inaugurale
Domenica 30 settembre ore 11.30: Inaugurazione del Museo  Lechi , Palazzo Tabarino
Il Museo Lechi apre le porte con una selezione di cinquanta dipinti scelti da uno specifico comitato scientifico composto da Francesco Frangi (Università Statale di Pavia), Alessandro Morandotti (Università Statale di Torino) e Paolo Boifava (direttore dei Musei di Montichiari), coadiuvati da un gruppo di studiosi che hanno sottoposto le opere in mostra ad un attenta ricerca storica individuando per alcune di esse nuove attribuzioni e scoperte sorprendenti circa l’antica provenienza da chiese ormai scomparse o da famiglie nobiliari estinte. Il Museo è ospitato nelle sale di Palazzo Tabarino (ex sede municipale), approntato nel corso del 2009 dopo importanti lavori di riqualificazione e di adeguamento museografico che hanno reso disponibili oltre 1500 metri quadri di superficie espositiva disposta su due piani oltre a spazi specifici per laboratori didattici, biblioteca e archivio.


La collezione di Luigi, Piero e Fausto Lechi
La scomparsa del conte Luigi Lechi nel novembre 2010 e il conseguente trasferimento a Montichiari della collezione, ufficialmente dichiarata dallo Stato di “particolare interesse storico e artistico”, ha avviato il lavoro di costituzione del museo, intitolato ai fratelli Luigi e Piero Lechi e destinato in futuro a conservare anche la collezione di quest’ultimo composta di altri 65 dipinti di alto livello artistico.
Luigi Lechi nasce a Brescia nel 1926, è secondogenito di Fausto Lechi (1892-1979) il grande storico che fu promotore, negli anni trenta del Novecento, delle prime mostre dedicate alla riscoperta della scuola pittorica bresciana, dal Quattrocento di Vincenzo Foppa all’Ottocento di Angelo Inganni passando per gli esempi di Girolamo Romanino, Alessandro Bonvicino il Moretto e Girolamo Savoldo. Per 42 anni, dal 1957 al 1999 Luigi Lechi esercita la professione notarile a Montichiari maturando un forte legame affettivo con la comunità monteclarense, un legame che certo ha avuto grande parte nella scelta della pubblica donazione
Le appassionate ricerche storico-artistiche del padre e la celebre ma travagliata storia delle collezioni di famiglia contribuiscono a indirizzare il gusto e gli interessi del giovane Luigi Lechi.
Dal 1961 iniziano così le ricerche e gli acquisti antiquari che daranno forma a una collezione che privilegia la scuola lombarda dal Cinque al Settecento con un particolare occhio di riguardo verso i protagonisti e i comprimari della cosiddetta “pittura della realtà” ricca di notazioni realistiche sulla quotidianità sociale di cui Giacomo Ceruti fu tra i maggiori interpreti oltreché ritrattista della famiglia Lechi nella prima metà del Settecento.
La collezione Lechi conserva infatti ben 7 dipinti del grande pittore di “pitocchi”, tra i quali -oltre ai ritratti di Angelo e Maria Gertrude Lechi - spicca per importanza la donna che fa la calza, vero e proprio capolavoro databile intorno al 1730 e in origine facente parte del famoso “ciclo di Padernello” realizzato dal “Pitocchetto” per una committenza aristocratica bresciana ancora misteriosa.


(fonte: Montichiari Musei)